In viaggio con la musica su un tappeto volante

Se la musica ti fa volare e ti proietta in un viaggio virtuale, questo musicista tedesco, Stefan Aaron ha deciso di volare insieme ad essa suonando il pianoforte sospeso su una piattaforma aerea a centanaia di metri di altezza ed organizzando un vero e proprio tour di concerti “Orange piano tour” che si svolgerà totalmente in aria.

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Il suo tour si tiene rigorsamente in luoghi “eccezionali”; prima di quest’ultima tappa (nei dintorni di Monaco di Baviera), infatti il musicista tedesco col suo pianoforte arancione, si era già esibito sulla vetta dell’Alphubel (oltre 4 mila metri, Svizzera), sulla Grande Muraglia cinese e nello scenario mozzafiato di una falesia norvegese (Preikestolen) alta più di 600 metri.

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Uno dei suoi pezzi cavallo di battaglia si intitola “Doing the undoible”, che si potrebbe tradurre “realizzare l’irrealizzabile”…probabilmente mentre lo componeva, già pensava all’impresa eccezionale!
…chissà quale sarà la sua prossima sbalorditiva tappa!

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#MARTHA’S VINEYARD: Raffinata Eleganza Marina

Martha’s Vineyard è la più grande isola del New England. Con i suoi panorami spettacolari, la sua storia, le spiagge ed i suoi villaggi tipici, è un vero paradiso di raffinata eleganza, dove non esistono ristoranti appartenenti a catene o classici motel americani….al contrario si trovano piccoli B&B, accoglienti country inn, ristorantini e locali gestiti da chef.

Amata da politici ed intellettuali, qui anche  l’icona dell’eleganza mondiale, Jacqueline Kennedy, volle una casa nello stile del luogo: discreto, colto, silenzioso.

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Isola delle dimensioni pressapoco dell’isola d’Elba, sorge di fronte alle coste del Massachusetts, non lontano dall’incantevole Cape Cod, a sud di Boston ed è lontanissima dall’essere una meta di massa, piuttosto un luogo dove godersi la tranquillità e la natura. Ci si alza tardi e poi si gira. L’ideale è la bicicletta ma va bene anche il bus, che qui si tinge di rosa, acquamarina o bianco: sull’isola l’auto va dimenticata.

Martha’s Vineyard è nota anche per essere stato il set del celebre film di Steven Spielberg, Lo Squalo (1975), con il nome di Isola di Amity.

Ma oltre alla sua storia, Martha’s Vineyard, che prende il nome dalla figlia di colui che la scoprì, resta impressa nella memoria per i panorami spettacolari e il paesaggio elegante, l’atmosfera dei locali, le spiagge e i gustosi pranzi a base di pesce ed aragoste a prezzi davvero accessibili.

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Sei sono le piccole comunità di Martha’s Vineyard : Aquinnah, dove si trova la migliore spiaggia a sud-ovest dell’isola, West Tisbury, la quintessenza del New England con il classico general store d’altri tempi, Menemsha con panorama incredibile sulle Elizabeth Islands, South Beach a Katama, il paradiso dei surfisti, Oak Bluffs con le Gingerbread Houses, deliziose e coloratissime casette in stile vittoriano, ed Edgartown, la più esclusiva.
Il glamour è molto raffinato nell’isola scelta come meta vacanziera da vip, attori e dallo stesso Presidente Obama.

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Meta del viaggio ideale: Canada

Ci sono delle mete di viaggio che, seppur belle, dopo averle visitate e dopo essere tornati a casa, non lasciano alcun segno dentro di noi. Altre mete invece hanno la speciale caratteristica di “far riflettere” chi le visita, e non solo per la specificità dei luoghi che sono in grado di mettergli di fronte ma anche per la capacità di avviare in chi ha vissuto da quelle parti una profonda messa in discussione del proprio stile di vita.

Uno di questi posti è il Canada. Per molti è e rimane un sogno remoto, per altri diventa una reale opportunità di conoscenza e di incontro di una nuova realtà, magari per lavoro o magari più semplicemente per un viaggio di nozze.

In entrambi i casi per la visita a questo Paese bisogna mettere in conto un numero minimo di giorni non inferiore a 10, nonché un budget importante per i voli aerei che andremo a prendere lungo il nostro percorso ed infine anche una assicurazione sanitaria per il Canada, ad esempio in questa pagina, visto che lì non esiste la sanità pubblica.

Gli itinerari possibili sono più svariati. Si può essere così “sfrontati” da sfidare le strade del Canada in un coast to coast, o muoversi attraverso le città principali come Toronto, Calgary, Montreal ed Ottawa, oppure addentrarsi in uno delle centinaia di parchi naturali e nazionali che caratterizzano questa straordinaria nazione, come il Nahanni con i suoi spettacolari Canyon, il Jasper famoso per i suoi giochi d’acqua che creano numerosi torrenti e cascate, o il Gwaii Haanas, dove fanno tappa fissa i reporter della National Geografic.

Come anticipato, in tutto questo muoversi attraverso i luoghi e le bellezze del Canada, maturerà nel visitatore una consapevolezza di come, nonostante la natura selvaggia, l’uomo moderno abbia saputo crearsi da queste parti delle straordinarie opportunità che danno vita ad una Nazione multiculturale, accogliente, serena e dove anche l’economia va alla grande. E’ infatti del 2013 l’ultima offerta di oltre 150 mila nuovi posti di lavoro per cittadini di tutto il mondo.

di Giacomo Rossini

Diritti foto: pubblico dominio

George Steinmetz – Il fotografo volante

In fotografia l’angolazione giusta dalla quale scattare una foto è una caratteristica essenziale per immortalare un istante “irripetibile”. E’ il caso del fotografo George Steinmetz, che ha fatto una scelta molto drastica in questo senso, creandosi un vero e proprio stile fotografico personale con inquadrature dall’alto rese possibili sorvolando i territori con il suo parapendio.

Cominciamo a volare…

Citato da Wikipedia George Steinmetz è noto per i suoi reportage scientifici ed esplorativi, Steinmetz utilizza l’obiettivo per gettare luce sui pochi segreti rimasti nel mondo moderno: deserti inaccessibili, culture sconosciute e nuovi traguardi della scienza e della tecnologia.

Collaboratore abituale di National Geographic, ha lavorato su soggetti che vanno dall’esplorazione petrolifera agli ultimi traguardi della robotica. Ha realizzato più di 20 servizi per la rivista.

La sua Africa…AFRICAN AIR

Le sue fotografie vengono regolarmente pubblicate su varie testate internazionali e lavora anche come fotografo commerciale e pubblicitario. Durante la sua lunga carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui i due primi premi World Press Photo.

Alla domanda del perchè scegliere un parapandio come veicolo dal quale fotografare risponde:

“Hai una visibilità di 180 gradi in orizzontale e in verticale e vai a circa 40-45 chilometri l’ora. Non hai bisogno di un parabrezza di plexiglass che ti protegga. È come se stessi volando seduto sulla punta di un cucchiaio. Per scattare foto, è una bomba”.

L’isola che si chiama Desiderio.

“Tetiaroa è bella oltre la mia capacità di descrivere. Si potrebbe dire che Tetiaroa è la tintura dei mari del sud.” 
- Marlon Brando.

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L’atollo polinesiano di Tetiaroa, a nord di Tahiti, ha un posto speciale nella storia e nella cultura polinesiana: luogo sacro, rituale, e tapu (taboo) dove gli dei e gli antenati si diceva fossero scesi sulla terra per visitare il marae (templi). Rifugio esclusivo e privilegiato dei Tahitiani liberi, per secoli, fu anche il preferito dai principi di Tahiti. Un luogo di straordinaria bellezza, tranquillità e ringiovanimento nonchè di rara biodiversità e santuario naturale per gli uccelli e vita marina. Furono le stelle a guidare per millenni gli esploratori nella Polinesia Francese.

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I primi arrivarono dal Sud-Est asiatico 4.000 anni fa, in canoe. Molto più tardi seguirono gli europei, il più famoso, il capitano Cook, per primo arrivo’ nel 1769. Il suo secondo, il capitano Bligh, tornò anni dopo ma fu rovesciato dall’ equipaggio, come racconta”Gli ammutinati del Bounty”.

Il desiderio…

Fu proprio durante le riprese del film “Gli ammutinati del Bounty” che Marlo Brando vide la prima volta Tetiaroa e fu subito colpito dall’isola paradisiaca, che scelse come suo santaurio personale. Nel 1967 la acquisto’ e vi si stabilì definitivamente con la moglie Tarita, polinesiana ed i loro figli.

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Brando aveva una visione ed un desiderio: preservare la bellezza naturale di Tetiaroa, la sorprendente biodiversità e la ricchezza culturale, ma anche aiutarle a fiorire. Aveva grandi progetti per Tetiaroa come modello di sostenibilità in cui far partire nuove le idee. Aveva anche costruito e gestiva il piccolo albergo Tetiaroa Village, con una piccola Stazione di ricerca marina che pero’ non fu mai usata come sperava. Nel 1999 chiese a Richard Bailey di aiutarlo a concepire un piano per realizzare il suo sogno di creare innanzitutto un resort carbon-neutral con tecnologie innovative per un ambiente di lusso autosufficiente e per la ricerca scientifica, impiegando i residenti a tempo pieno.

… la realizzazione…

L’eredità di quel partenariato è The Brando, il nuovo eco-resort di lusso all-inclusive che aprirà a luglio 2014 sulla bellezza mozzafiato dell’atollo privato raggiungibile solo dal piccolo aereo della struttura. Unico nel concetto e nella portata, che unisce purezza ambientale, lusso e fascino polinesiano in un’esperienza eccezionale, The Brando è il progetto portato avanti dai suoi figli per realizzare il suo desiderio: un piccolo albergo ecologico preservando la straordinaria natura del luogo, che possa anche diventare un vero e proprio “laboratorio” di energia rinnovabile completamente carbon-neutral. Il progetto prevede inoltre l’investimento nella ricerca marina e un’area di allevamento per un centinaio di tartarughe in pericolo.

The Brando riflette la cultura polinesiana, lo stile di vita e le sue tradizioni. Le 35 ville appartate, con piscina e spiaggia privata di sabbia bianca frequentate da tartarughe marine e uccelli esotici, sono arredate in modo accogliente, con uno spazio per mangiare all’aperto (servizio in camera disponibile 24 ore al giorno, per gustare un pasto ogni volta che si vuole). Graziosi giardini ed ampie finestre per godere il sole, i panorami e la brezza della laguna e sentirsi sempre vicino alla natura senza rinunciare al comfort. Con la soddisfazione di sapere che tutto è progettato con fonti energetiche pulite e rinnovabili. La cucina è affidata a Guy Martin del rinomato ristorante Le Grand Véfour di Parigi: ogni giorno a base di frutta e verdura biologici (del resort) e pesci e crostacei dalle acque polinesiane. Il ristorante sul mare offre un menù vario di ispirazione polinesiana accanto a una cucina classica francese. Il Fine Dining Restaurant, intimo ed elegante, è circondato da un fossato che da la sensazione di galleggiare su una laguna ed il menu si ispira al Le Grand Véfour. Al Laguna-View Bar ci si siede a livello degli alberi, mentre al Bar di Bob sulla spiaggia, si fa amicizia: prende il nome dall’assistente di Brando sui set, in ricordo proprio delle loro lunghe chiacchierate. 
Sulle rive di un laghetto rilassante nel Motu Onetahi, la Varua Polynesian Spa è un paradiso naturale di serenità dove provare i migliori trattamenti olistici ispirati da antiche tradizioni polinesiane accoppiati con tecniche moderne. Il centro benessere include bagni di vapore, sala relax, rifugio yoga e una suite spa per le coppie. Una grande varietà di attività al The Brando: vela, pagaia, kayak e kite surf o paddleboard bird watching ed escursioni lungo le spiagge o in bicicletta. Tahuna Iti, è un’isola di uccelli, fra cui pappagalli, ma la maggior parte marini, tra cui il Noddy e la grande fregata. Ogni sera attraversano il mare per dormire nella fitta vegetazione, che comprende piante autoctone molto rare. Immersioni e snorkeling regalano incontri con giardini di corallo, tartarughe marine, mante, squali di barriera e un emozionante caleidoscopio di pesci tropicali. Alla Biblioteca si possono leggere libri sulla Polinesia francese, partecipare a lezioni e dimostrazioni sulla cultura polinesiana o ascoltare dai ricercatori la loro attività sull’atollo.

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The Brando è stato progettato per fondersi armoniosamente con l’ambiente creando il minimo impatto. I materiali da costruzione utilizzati sono di origine locale o certificata, rinnovabile, o che incorporano componenti riciclati. Uso di combustibili fossili ridotto al minimo, così come e il gas naturale limitato alla cottura. Un sistema di condizionamento d’avanguardia (SWAC) sfrutta il freddo delle profondità oceaniche per fornire a basso consumo energetico il raffrescamento ad alta efficienza degli edifici. L’energia solare, prodotta da pannelli installati lungo la pista di atterraggio, fornisce la metà del fabbisogno energetico del resort e l’acqua calda. Una centrale termoelettrica a biocarburante fornirà l’altra metà del fabbisogno energetico del resort, alimentata da olio di cocco, per sostenere l’economia locale. Batterie all’avanguardia realizzate con materiali altamente riciclabili garantiscono una gestione agevole e flessibile delle varie fonti di energia rinnovabile. Tecniche innovative, visibili in prima persona, permettono di coltivare ortaggi e frutta su questa isola sabbia e corallo ed un innovativo sistema di gestione delle acque reflue per l’irrigazione garantirà acqua a bassa energia, oltre ad un recupero robusto dei rifiuti e un programma di compostaggio. Una stazione di ricerca scientifica sull’isola aiuterà a imparare di più sulla protezione degli atolli tropicali per preservarne la diversità animale e vegetale contro l’assalto della civiltà moderna, con l’obiettivo di diventare la prima al mondo con certificazione LEED Platinum. Per mantenere la fauna fiorente, l’aria pulita, e la laguna incontaminata è stato fissato un obiettivo per ridurre o eliminare le emissioni legati ai viaggi, mettendo a disposizione degli ospiti biciclette e veicoli alimentati dal sole. Seguiranno programmi per il trasporto tra le isole, e per i voli internazionali. L’EcoStation, la pietra miliare del progetto che Brando non potè completare, raccoglierà scienziati e ricercatori dal mondo non solo per preservare Tetiaroa, ma per aiutare le isole tropicali ovunque a trovare il proprio sviluppo sostenibile.

Tetiaroa puo’ toccare la coscienza della gente su quanto le isole tropicali siano preziose e fragili. E’ l’isola che si sogna come un bambino quando ha chiuso il libro dei racconti, con spiagge di sabbia bianca, palme da cocco, uccelli colorati e laguna scintillante. E’ un’isola che si chiama Desiderio.

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Maria Lucia Ceretto (Miles Magazine)

HOTEL LETTERARI IN GIRO PER IL MONDO

PER RIMANERE IN TEMA CON LA NOSTRA ATTUALE LOCATION AL “CAFFE’ LETTERARIO” VI PRESENTIAMO UNA SERIE DI HOTEL LETTERARI…BUONA LETTURA!

Partiamo con il Library Hotel a New York, un nome, un programma. Si trova in Madison Avenue e ognuno dei dieci piani dell’albergo onora il sistema di catalogazione bibliotecario ideato da Melvil Dewey nel 1876: abbiamo per esempio il piano dedicato alla letteratura, quello delle lingue, quello delle scienze sociali e anche uno dedicato alla religione.

Le 60 camere, poi, possiedono una raccolta di libri che fanno riferimento al tema del piano.

Se salite al secondo piano troverete anche una sala lettura aperta 24 ore su 24, con centinaia di tomi, mentre al 14esimo piano si trova un Writer’s Den dove sorseggiare un cocktail mentre si legge. E c’è anche un Poetry Garden sul tetto per ammirare il panorama d’estate.

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Ad Amsterdam le cose sono andate diversamente. L’anno scorso la biblioteca pubblica Andaz è stata letteralmente trasformata in un albergo a cinque stelle. Sito sul Prince’s Canal, può vantare gli interni realizzati dal designer olandese Marcel Wanders, tutti ispirati al mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Con tanto di oggetti e miniature a tema sparsi un po’ ovunque.

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Ci spostiamo a San Pietroburgo, dove si trova il Sonya Hotel, ubicato proprio sulle sponde del fiume Neva. L’albergo in questione trae ispirazione proprio dal libro Delitto e Castigo do Fedor Dostoevskij.

Pensate che in alcune stanze si trova la stampa della Madonna Sistina di Raffello, citata nel libro, mentre le suite hanno citazioni e frasi famose tratte dal romanzo stampate sui tappeti o sulle porte.

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A Parigi troviamo il Pavillon des Lettres, un vero e proprio hotel letterario. Ha a disposizione 26 camere, una per ogni lettera dell’alfabeto e che portano il nome di autori diversi, come Baudelaire, Goethe, Ibsen e Yeats.

Il tutto è molto raffinato e senza fronzoli, con tanto di citazioni di questi autori stampate sui muri. Nell’albergo non mancano poi comodità moderne, come l’iPad in stanza. Al piano terra preziosi libri rilegati rivestono le pareti degli spazi comuni.

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Passiamo ora al Taj Falaknuma Palace a Hyderabad. Un tempo sede dei Nizams, i governanti locali, dopo la Separazione dall’India del 1947, i Nizams sono stati estromessi e il palazzo è lentamente caduto in rovina. Alla fine venne ristrutturato sotto forma di Taj Hotel e dotato di parte della vasta collezione d’arte e di libri dei Nizams. Pensate che ad oggi al suo interno c’è addirittura una replica della biblioteca del Castello di Windsor, con ben 6000 volumi, fra cui tantissime prime edizioni.

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Terminiamo il nostro viaggio al Browns Hotel a Laugharne. Qui Dylan Thomas si rifugiava per bere. L’albergo in questione descrive se stesso come una sorta di “bar con camere” e mantiene un’atmosfera conviviale identica a quando di qui transitava Dylan Thomas per gustare un drink. Qui troverete 14 stanze, tutte ristrutturate di recente, ma che hanno saputo mantenere alcune caratteristiche dell’epoca, come gli arredi in stile retrò.

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NEW YORK: GITA “FUORI PORTA” A LITTLE SRI LANKA

Per tutto il mese di marzo, NYC & Company promuove il quartiere di Tompkinsville a Staten Island

NYC & Company, l’ente del turismo di New York City, annuncia che Tompkinsville, nel distretto di Staten Island, è il focus di marzo di Neighborhood x Neighborhood, l’iniziativa promossa dall’ente del turismo volta a far scoprire i quartieri emergenti della città. Per tutto il mese sul sito nycgo.com/neighborhoods saranno disponibili informazioni e consigli sul quartiere, situato nell’area nord-est di Staten Island e conosciuto anche come Little Sri Lanka, per la presenza di una delle più grandi comunità cingalesi degli Stati Uniti, tutt’oggi in continua crescita.

Perfetta meta per una gita fuori porta senza uscire da New York City, Tompkinsville si raggiunge con lo Staten Island Ferry gratuito da Manhattan, da cui ammirare una splendida vista sul porto e sullo skyline, e con la Staten Island Railway, che attraversa tutto il distretto.

Numerosi ristoranti propongono piatti tipici del sud est asiatico, come Lak BojunLakruwana eSanrasa Restaurant, dove gustare specialità come il lampries, a base di riso, carne e verdure al curry,o zuppa di lenticchie con latte di cocco. Per chi preferisce il take away, da provare New Asha, uno dei più popolari di Little Sri Lanka. Da Lanka Grocery, invece, si possono trovare tè, spezie e frutta, così come CD, riviste e souvenir di Staten Island.

L’offerta gastronomica di Tompkinsville include anche ristoranti di cucina americana e spagnola. A pochi isolati dal porto del Ferry, il 120 Bay Cafe propone hamburger, crab cake, fino alle classiche New York Strip Steak. Decorato con oggetti originali dell’Era del Jazz, Gatsby’s on the Bay propone classici della cucina americana rivisitati in chiave moderna e spettacoli di musica jazz dal vivo nei weekend. Da Tapas, invece, viene servito il meglio della cucina spagnola, dalla paella, al ceviche, fino alla sangria. La sera, il ristorante si trasforma in un disco pub dove scatenarsi con la musica del dj.

Il quartiere è sede di istituzioni culturali come il Deep Tanks Studio, una galleria d’arte locale e studio fotografico dove vengono organizzati spettacoli e mostre, lo Staten Island LGBT Community Center, con un inteso programma di appuntamenti culturali, fino a NYC Arts Cypher, che propone eventi multidisciplinari. Per una passeggiata all’aria aperta, Silver Lake Park, invece, offre a visitatori e residenti la possibilità di vivere la bellezza naturale di Staten Island.

Per chi desidera soggiornare a Staten Island, sono disponibili diverse opzioni: il Comfort Inn Staten Island e l’Holiday Inn Express–Staten Island, entrambi con colazione inclusa nel prezzo della camera e accesso ad internet gratuito. Per un’esperienza a 5 stelle, l’Hilton Garden Inn New York/Staten Island offre una piscina interna, una zona lounge realizzata sulla terrazza panoramica e il Lorenzo’s Restaurant, Bar and Cabaret che propone spettacoli con la partecipazione straordinaria di diversi vincitori di Tony Award. Tutti gli alberghi dispongono di un collegamento shuttle gratuito con il terminal del Ferry (è possibile usufruire del servizio prenotando in anticipo).

Neighborhood x Neighborhood (nycgo.com/neighborhoods) è un’iniziativa di NYC & Company lanciata a marzo 2013 con l’obiettivo di incrementare il flusso di visitatori e di supportare le aziende e le comunità locali di quartieri emergenti nei cinque distretti di New York City, in particolare quelli che hanno assistito a un significativo sviluppo alberghiero negli ultimi anni. L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione tra l’ente del turismo, i funzionari del City Council, NYC Small Business Services, i business development district, i leader delle comuni tà locali e gli oltre 2000 membri di NYC & Company. Sponsor ufficiale è Santander Bank.

(Fonte Karisma Travelnet)

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