Le tradizioni culinarie da ogni parte del mondo

Prelibate, raffinate, afrodisiache ostriche! A Charleston, nel Sud Carolina, Stati Uniti, siamo nel cuore della stagione delle ostriche e la gente del posto non riesce proprio a fare a meno di questo delizioso mollusco. Fin dalla metà del secolo scorso, le ostriche grigliate sono una pietra miliare della tradizione locale. Una tradizione a cui sono da sempre affezionati gli abitanti di Charleston, tanto che si dice che nascano proprio con un gusto naturale per le ostriche. La stagione delle ostriche di Charleston copre tutti i mesi che contengono una “R” all’interno del nome, a partire da Settembre fino ad Aprile. In questo periodo, la temperatura dell’oceano si abbassa e i prelibati molluschi sono pronti per essere raccolti. Tutti i ristoranti del Charleston Place Hotel propongono nella carta ostriche in diverse preparazioni, tra cui la Caesar Salad con Ostiche Fritte servita al Palmetto Cafe. Se il pensiero di aprire da soli le conchiglie vi spaventa, nessun problema: lo staff dell’hotel sarà ben lieto di aiutarvi!

ostriche

Il paradiso messicano Maroma Resort & Spa propone quest’anno l’Aldea Maya. Situato in posizione superba sulla Riviera Maya, il Maroma Resort & Spa porta quest’anno un tocco autentico di cultura Maya direttamente sulla tavola dei nostri ospiti ricreando una vera e propria Aldea Maya (villaggio Maya). Al fresco dei giardini del’hotel è stata realizzata una capanna con tetto palapa, dove gli ospiti saranno invitati per un tuffo nella più profonda cultura Maya grazie a un menu degustazione interamente a base di specialità regionali preparato seguendo gli antichi metodi Maya di cucinare i cibi, ossia su un fuoco all’aperto usando pentole di coccio per ricreare gli esotici sapori di un tempo con ingredienti rigorosamente acquistati presso aziende locali di agricoltura biologica.

Sempre restando in tema di Sud America, la cucina peruviana ha recentemente vissuto un boom a livello globale grazie ad una formula di successo: unire gli ingredienti locali a ricette tradizionali ed internazionali. L’Hotel Monasterio a Cuzco ospita una divertente e allo stesso tempo culturale iniziativa – “Art, cook and dine” (arte, cucina e cena) – pensata per gli ospiti appassionati di arte e gastronomia. Questo storico hotel è un emblema dello stile coloniale rinascimentale magistralmente ristrutturato. Il programma inizia con una visita dei chiostri dell’Hotel Monasterio guidata da un esperto in arte religiosa e storia di Cuzco, che illustrerà le caratteristiche salienti delle pitture che adornano le pareti dell’hotel. Seguirà la visita della Cappella di Sant’Antonio Abate con il suo sublime altare dorato; agli ospiti saranno svelati gli antichi segreti del seminario. Al termine del tour, una lezione di cucina della durata di un’ora consentirà agli ospiti di imparare le tecniche per la preparazione dei piatti tipici peruviani utilizzando ingredienti andini, quali la quinoa e l’alpaca. Alla sera gli ospiti potranno finalmente gustare le prelibatezza della cucina locale con una deliziosa cena al Tupay Restaurant.
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Per chi desidera avventurasi nei dintorni della città, l’esclusivo treno Hiram Bingham vi porterà alla scoperta di Machu Picchu con un tour all’insegna dei sapori andini. Sulle carrozze dell’Hiram Bingham viene infatti proposto un menu del tutto particolare a base di squisiti piatti novoandini, che renderà il viaggio da Cuzco a Machu Picchu ancora più gradevole e confortabile. Tutti i passeggeri potranno così gustare il cibo tradizionale delle Ande e deliziare i propri sensi con il gusto tipicamente peruviano.

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Durante il vostro soggiorno al Grand Hotel Europe a San Pietroburgo non perdete l’opportunità di sperimentare la vasta varietà di piatti russi e la superba selezione di vodka e caviale. Il Caviar Bar e Restaurant dell’hotel è il posto perfetto per gustare gli autentici sapori della raffinata tradizione gastronomica russa, tra cui una straordinaria selezione di caviale servito su delicati blinis e canapé, vodka ghiacciata, light snack e menu completi di ricche portate.

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Una tradizione culinaria russa sono i blinis durante la Maslenitsa: la festa tradizionale della Maslenitsa segna la fine dell’inverno e annuncia l’arrivo della primavera. I blinis sono tipiche frittelle russe, immancabili per festeggiare la  Maslenitsa. Si dice che simbolizzino il sole – sono infatti calde, rotonde e dorate – e sono senza dubbio un dolce sfizio per non pensare al lungo clima rigido che ha dominato nei mesi invernali. La tradizione dei blinis è molto sentita anche al  Grand Hotel Europe. Presso il Mezzanine Café è disponibile per tutto l’inverno, e specialmente durante il carnevale, una postazione dove vengono serviti blinis di vari tipi: dai tradizionali con prosciutto e formaggio e funghi ai più sfiziosi con formaggio cremoso o caviale rosso.

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Una tappa da non perdere è infine il sud della Francia, nei Paesi Baschi, da sempre il regno di delizie culinarie. In posizione collinare prospiciente le dune di Biarritz, troverete l’Hôtel du Palais, all’interno di un palazzo fra i più grandiosi d’Europa. La regione basca è inoltre rinomata per la sua gastronomia, in particolare gli insaccati, la cioccolata e i formaggi: corsi di cucina e cene in ristoranti stellati Michelin renderanno il vostro soggiorno ancora più entusiasmante. L’hotel organizza un’escursione in barca alla vicina San Sebastian in Spagna, dove gli ospiti gusteranno una cena fantastica in uno dei numerosi bar a tapas o nei ristoranti fregiati di stelle Michelin.
Regalatevi una cena con stile nelle più belle regioni del mondo!

Una vacanza Orient Express

Curiosità dal Giappone

Curiosità dal Giappone

Al Santuario Prima di entrare in un Santuario si fa un’abluzione per purificarsi. Ci si sciacqua la bocca e le mani tramite un mestolo e una fontanella che si trova proprio all’entrata del Santuario. Fuori dai santuari shintoisti si vedono appese delle tavolette di legno, dove solitamente si scrivono dei messaggi rivolti agli Dei, desideri o ringraziamenti. Così avviene anche con le tanichette di sake. Inoltre si può lasciare un’offerta nel contenitore e in cambio si prende un foglietto di carta della fortuna con su scritto un messaggio: può essere una frase fortunata o una sfortunata sul proprio futuro. Dopodiché si annoda il foglietto.

Al ristorante I giapponesi tengono molto all’igiene personale e per questo nei ristoranti danno sempre una salviettina (o asciugamanino a seconda del posto) umida e calda per lavarsi le mani. Il the verde (tiepido) è sempre gratis e viene servito subito, prima di ordinare. In alternativa si può chiedere un bicchiere d’acqua ma… state attenti perché in Giappone il bicchiere d’acqua è sempre pieno di cubetti di ghiaccio! Non importa se è inverno e fuori c’è il gelo… loro abbondano col ghiaccio (anche per le bibite vale lo stesso discorso) ^_^’ Se non capite il giapponese, c’è quasi sempre un menu in inglese o, altrimenti, potete interpretare il menu attraverso le foto dei piatti e fare la vostra scelta indicando la foto.

Raffreddore: E’ un gesto di estrema maleducazione starnutire o soffiarsi il naso in pubblico (se vi capita, cercate di scusarvi più che potete, se non volete offendere chi vi sta attorno). I giapponesi infatti, quando sono raffreddati, nascondono il naso sotto a una mascherina, come quella dei medici. Quindi se in Giappone vedete qualcuno così “mascherato”, sappiate che non lo fa per il troppo inquinamento.

Il Bagno: I Giapponesi fanno il bagno… dopo essersi lavati! Questa pratica si chiama ofuro: c’è un locale dove ci si lava insaponandosi seduti su di uno sgabellino e ci si risciacqua con l’acqua di un catino. Dopo essersi lavati si entra nella vasca da bagno dove non si usa alcun tipo di sapone; questo “rito” giapponese è d’obbligo nelle case dei giapponesi.

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Attenzione: una volta che avete finito di stare in ammollo nell’acqua (solitamente bollente) non dovete svuotare la vasca! La stessa acqua servirà a chi farà il bagno dopo di voi (per questo motivo dovete lavarvi molto accuratamente prima di entrarvi). La vasca viene riempita in serata, in quanto i giapponesi amano fare il bagno prima di cena. Gli ospiti entrano per prima: se siete a casa di amici giapponesi, i primi a fare il bagno sarete voi (in pratica vi viene regalato il momento in cui l’acqua è più calda).

Il Washlet: E’ il WC che secondo me, prima o poi verrà utilizzato in tutto il mondo. Water e bidet convivono in un solo super funzionale sanitario, migliorando la qualità della vita e salvando spazio nei nostri bagni. Il Washlet , utilizzato in Giappone nella maggior parte delle case e luoghi pubblici dal 1980, è un particolare Water che funge anche da bidet, ma è molto più di questo. Infatti potrete sedervi su una tavoletta riscaldata in inverno, godervi della musica calcando semplicemente un tasto, oppure se preferite il rumore del ruscello o degli uccelli, calcate un altro tasto. C’è un pulsante anche per lavarvi… un sottile rubinetto sbucherà dal suo alloggio e, direzionandolo a vostro piacimento, potrete lavarvi con acqua calda e asciugarvi con dei getti d’aria tiepida.

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Si chiamano “oshiya”, gli addetti delle ferrovie che “aiutano” le persone a entrare nei treni quando questi sono pieni. I giapponesi, si sa, sono timidi e non amano essere scortesi, quindi ci pensano i professionisti, con tanto di guanti bianchi, a fare in modo che le persone non arrivino in ritardo a lavoro!

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Yen? La moneta giapponese, che noi chiamiamo “yen”, correttamente si pronuncia “en”. Solamente gli abitanti di Tokyo, dicono “yen”.

Auguri di buon anno: In giapponesi augurano “Buon Anno Nuovo” soltanto dal primo giorno del nuovo anno. Prima del capodanno effettivo si augura di trascorrere “Buone feste di inizio anno”.

Fiori: La tradizione vuole che al cimitero si regali un solo fiore al defunto. Quindi attenti, se volete regalare dei fiori, fate in modo che sia più di uno

Lavorare con calma: Il mito del giapponese che lavora tanto non è del tutto corretto. Infatti, è vero che spesso fanno gli straordinari e non fanno tante vacanze lunghe, ma è anche vero che ai giapponesi piace lavorare senza fretta, ma in modo preciso per evitare di commettere errori. C’è da considerare, anche, che in Giappone ci sono festività nazionali durante le quali i giapponesi approfittano per andare in vacanza (per esempio durante la Golden Week).

Famiglia: Se una famiglia ha solo figlie femmine, è usanza “adottare” il genero affinché il nome della famiglia non si estingua. In questo caso, il genero andrà a vivere con la moglie in casa dei suoceri e così sarà un membro della famiglia a tutti gli effetti. In Giappone infatti, i membri della famiglia non sono essenzialmente i parenti, ma sono gli abitanti della stessa casa. Ad esempio, un vicino di casa è più importante di un fratello sposato che abita in un’altra città.

Hotel a tariffa oraria: Questi tipi di hotel sono spesso frequentati da coppie regolarmente sposate. Gli appartamenti giapponesi sono molto piccoli e con i bambini per casa, mamma e papà non riescono a trovare una certa intimità. Così, per una sera, lasciano i figli a casa con la baby-sitter e si recano in questi fastosi hotel, camere ovattate, letti semovibili, musica in sottofondo, champagne e… finalmente soli!

Capsule hotel: Questi hotel sono invece frequentati da impiegati che, avendo lavorato fino a tardi (cosa normale in Giappone), preferiscono pernottare in città anziché farsi ore di viaggio in treno per tornare a casa. Per “capsula” s’intende una stanzetta delle dimensioni di un letto e alta circa un metro; vi si entra tramite uno sportello e all’interno si trovano la TV, la radio e l’aria condizionata.

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Matrimonio: I giapponesi credono contemporaneamente in due religioni: lo shintoismo e il buddhismo. Mentre per i funerali ci si rivolge al buddhismo, il matrimonio si svolge con rito shintoista. Alcuni giapponesi però, pur non essendo cristiani, si sposano con rito protestante perché considerano la cerimonia più bella e le spose non sanno resistere al fascino dell’abito bianco con il velo.

Il Cosplay

Cosplay è un termine che nasce dalla fusione delle parole inglesi “costume” e “play” e il suo significato è quello dell’immedesimazione nel proprio personaggio preferito, che sia un eroe dei disegni animati, dei fumetti o dei videogiochi, cercando di imitarne gesti e comportamenti, e soprattutto indossando un costume, normalmente auto-prodotto in casa, identico a quello portato da colui che si vuole impersonare, possibilmente corredato dagli stessi accessori, quali armi, anelli, scettri e così via. Il termine “cosplayer” indica invece colui o colei che pratica il cosplay.

cosplay

Le origini del cosplay non sono molto chiare. Le fonti più autorevoli narrano che i primi esempi di questa arte si videro in Giappone nella seconda metà degli anni settanta, quando alcuni appassionati si presentarono a mostre mercato del fumetto denominate “Comic Market” travestiti dai personaggi dei disegni animati allora in voga. Questi pionieri del cosplay pare intendessero imitare quello che accadeva negli Stati Uniti d’America, in cui, nell’ambito di manifestazioni a carattere fantascientifico, alcuni appassionati facevano capolino nei panni degli eroi di “Star Trek”.

Il fenomeno del cosplay in Giappone si estende a macchia d’olio, e raggiunge dimensioni ragguardevoli con il boom di Gundam, tanto che nell’agosto 1980 la stampa nipponica si interessa per la prima volta al fenomeno, pubblicando un articolo sull’argomento corredato dalla fotografia di alcuni cosplayer che danzano nei panni dei personaggi degli eroi della serie televisiva di Yoshiyuki Tomino.

È tuttavia con il grande successo di “Evangelion”, nel 1995, che il cosplay raggiunge il suo apice e inizia la sua travolgente diffusione, che continua ancora oggi e che ha attirato su questa forma d’arte gli occhi della gente.

Il mercato si rende subito conto delle potenzialità del fenomeno, e nascono così numerose catene di negozi specializzati, di cui “Cospa” è il più famoso, o siti internet che producono e vendono costumi e accessori per il cosplay, per rendere possibile a tutti il travestimento e l’immedesimazione nel proprio personaggio preferito. Non più quindi la sola possibilità di fabbricarsi da sé un costume, ma anche di acquistarlo o noleggiarlo. Nascono su internet forum di discussione per cosplayer, siti specializzati, e nelle principali città bar o sale da gioco in cui i commessi lavorano vestiti con costumi da cosplay, raffiguranti i principali eroi dei fumetti, dei videogiochi o dei disegni animati.

Molti sono i fattori che spingono un appassionato a diventare cosplayer, quali un pizzico di esibizionismo, la voglia di rompere gli schemi della società, ma soprattutto la volontà di mostrare l’amore che si porta nell’animo verso il personaggio che si rappresenta travestendosi da esso. Per questo il cosplay ha trovato un importante punto di contatto con il fenomeno delle dojinshi, riviste a fumetti di carattere amatoriale, disegnate da persone comuni, non professioniste, che esprimono il loro amore per talune opere a fumetti realizzandone delle gustose parodie. Fonte: sognandoilgiappone

How to write HELLO in Mandarin?

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Compleanno centenario. Grand Central Statio New York

La Grand Central Station o Grand Central Terminal è una delle attrazioni da non perdere di New York. La parte dedicata alla stazione vera e propria è imponente, trattandosi del terminal con più banchine al mondo (44 per 67 binari), ma la vera meraviglia è la hall (Main Concourse). L’atrio è sempre in fermentazione, tra passeggeri in arrivo, passeggeri in partenza e turisti. Al centro vi è uno sportello informativo sormontato dal tipico orologio a 4 facce, ad un lato la grande scalinata doppia in marmo; ad un altro lato un’enorme bandiera americana, appesa dopo gli attacchi dell’11 settembre. Il soffitto rivela una mappa stellare illuminata ma curiosamente al contrario.

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E’ la sesta attrazione più visitata al mondo, una vera e propria cattedrale urbana novecentesca. Ha compiuto cento anni la stazione ferroviaria più celebre al mondo, location immancabile di tutti i film sulla Grande Mela. Da Carlito’s Way, a Men in black, passando per Madagascar. Il primo treno partì dai suoi binari alle 12 in punto diretto verso Boston.

Era il 2 febbraio 1913, tempi d’oro della ferrovia americana, quando a viaggiare in prima classe erano i vip dell’epoca. Anche i presidenti usavano il treno per spostarsi, e non è un mistero che un tunnel segreto arrivava da Grand Central fino al Waldford Astoria, l’hotel dei presidenti.

In alto il soffitto è la rappresentazione della volta celeste, e ci sono 59 stelle che emanano luci in permanenza. Il suo fascino è legato all’Età dell’Oro del capitalismo industriale made in Usa. La fecero costruire i Vanderbilt, una storica dinastia che si arricchì proprio con le ferrovie.

Un capolavoro artistico dell’epoca è senza dubbio l’immenso orologio (il più grande del mondo), incastonato nella vasta struttura di vetro Tiffany.

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82 milioni di passeggeri ogni anno, prevalentemente pendolari che la usano per tragitti regionali. Aumenteranno poi fino a 100 milioni con i grandi lavori che sposteranno  su Grand Central tra pochi mesi alcune  linee locali della meno agffascinante Penn Station.

Sono numeri impressionanti quelli della Grand Central Station di New York. Dalla sua inaugurazione nel 1913 è passato un secolo. Nel frattempo la Grande Mela si è trasformata, ma l’imponente stazione in stile Liberty (la più grande del mondo con i suoi 190mila metri quadri) non ha perso ruolo e fascino.

Nel centro di Manhattan, il Grand Central Terminal (GCT), questo il nome ufficiale, rimane il punto di riferimento per i turisti come accennato anche per indimenticabili location cinematografiche qui infatti registi come Alfred Hitchcock con “Intrigo internazionale” e Brian De Palma con “Carlito’s way” hanno fatto recitare attori del calibro di Cary Grant e Al Pacino tra i binari e i gradini della Grand Central.

Scorci unici, entrati nell’iconografia di Hollywood, insieme a quelli della Chicago Union Station dove ne “Gli Intoccabili” (altro film di De Palma), l’agente federale Kevin Costner spara ai gangster di Al Capone mentre afferra al volo la carrozzina con il bambino che sta scivolando sui gradini. Un omaggio del cineasta Usa alla celebre sequenza de “La corazzata Potemkin” di Sergej Michajlovic Ejzenstejn.

Anche i cartoni animati hanno celebrato il mito della Grand Central Station di New York. Il leone Alex viene messo ko di fronte alle scalinate in pietra da una terribile vecchina in “Madagascar”, per poi essere arrestato sotto le immense vetrate dell’atrio principale (main concourse). Con lui, dopo la rocambolesca fuga dallo zoo, ci sono la zebra Marty, l’ippopotamo Gloria e la giraffa Melman (che finisce per ritrovarsi in testa il grande orologio che troneggia nella hall).

Non mancano negozi per intrattenersi in attesa della partenza, attrae in particolare l’Apple store: niente vetrine, il noto marchio espone i suoi prodotti hi-tech proprio sulle balconate che sovrastano l’atrio principale.

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Per un cocktail dopo lo shopping c’è The Campbell Apartment, ambiente retrò sotto il portico affacciato sulla Vanderbilt Avenue. Oggi è uno dei più famosi bar di New York, già ufficio del finanziere omonimo negli anni ’20, riportato all’antico splendore dopo un accurato restauro. Il Prohibition Punch – a base di rum, champagne, grand marnier e frutta – è tra i drink più popolari (tel. 212.9530409. Orari: 12-01, domenica 12-24).

Alla Grand Central si va anche per pranzare o cenare. Basta scendere sotto il main concourse per trovare lo spazio riservato alla ristorazione, il dining concourse. Tra fast food e ristoranti spicca The Oyster Bar (tel. 212.4906650). Il locale più vecchio della stazione, inaugurato nel 1913, è famoso per le specialità a base di pesce ma anche per l’happy hour con ostriche (a un dollaro e 25 centesimi) e birra (4 dollari).

Dopo cena la serata può continuare al Living Room Bar del W New York Times Square  oppure attorno all’hotel, alla scoperta dei famosi locali di Manhattan. Il Mayfair New York Hotel si trova nel distretto teatrale di Manhattan, a un isolato da Broadway e a pochi passi da Times Square o dalla Rockefeller Plaza. L’Hotel Mela, invece, è un quattro stelle vicino a Times Square, con camere dal design sofisticato.  Massimiliano Angeli (Dove Viaggi)

L’albergo da una sola stanza.

Siamo in Olanda, ad Amsterdam, al 7 B di Staalstraat e l’albergo in questione è l’Hôtel Droog un’unica stanza al piano superiore di uno splendido e modernissimo grande negozio/esposizione di articoli di design, abbigliamento, cosmetici e spazio polifunzionale.

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L’Hotel Droog si presenta come un luogo dove andare a bere una cosa, a passeggiare in giardino, a fare shopping o a leggere un libro…e per chi lo desiderasse passare la notte, appunto.

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La struttura dispone di 700 metri quadrati in un palazzo del ‘700 e vuole essere una sorta di centro culturale, concept store con ristorante annesso  e possibilità di pernottamento. L‘unica stanza, completa di letto, area soggiorno e cucina, si trova all’ultimo piano e si affaccia sui tetti della città.

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Il tutto si trova nei pressi di uno dei caratteristici ponti sui canali, a poca distanza da Piazza Waterloo (Waterlooplein), sede del mercato delle pulci e comodo punto di snodo dei trasporti pubblici: metropolitana, tram e autobus.

Taxi nel mondo: classifiche dei migliori ed abitudini dei passeggeri

Taxi è una parola che ovunque si vada nel mondo identifica sempre lo stesso servizio, ma non sempre agli stessi livelli!

I taxi di Sua Maestà Britannica, i mitici black cabs di Londra, si confermano per il quinto anno consecutivo come le auto pubbliche migliori del mondo.

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Probabilmente, in questa classifica di qualità, pesa il fatto che per ottenere una licenza di guida occorre un esame particolare, chiamato “The Knowledge”, che si supera in media dopo 12 tentativi e richiede una conoscenza davvero approfondita dell’intera mappa cittadina. La licenza, conquistata a così dura prova, dura poi appena 34 mesi circa.
Secondo un sondaggio condotto da Hotels.com che ha raccolto oltre 5000 interviste, Londra ha ottenuto quest’anno l’11% dei voti tra gli intervistati, seguita da New York con il 6,4% e Tokyo con il 5,6%.
Anche se la capitale britannica e la Grade Mela si confermano saldamente al primo e secondo posto della classifica, sta crescendo la popolarità dei taxi dell’area Asia-Pacifico come dimostrano Tokyo, Shanghai e Bangkok, metropoli dell’est che quest’anno completano la “top five”.

I viaggiatori hanno valutato il servizio taxi in base a sette caratteristiche e le auto pubbliche londinesi si sono piazzate al primo posto in ben cinque di esse.
I black cabs hanno battuto tutti per cordialità del guidatore, conoscenza della zona, pulizia del veicolo, sicurezza e qualità della guida.
I celebri taxi gialli di New York, hanno vinto invece, ma di stretta misura, per disponibilità di auto in città.

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Unico punto dolente dei taxi di Sua Maestà è la convenienza: sotto questo punto di vista sono i peggiori del mondo, mentre i più convenienti sono quelli di Bangkok.

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Quanto al capitolo mance, solo il 15% degli intervistati ha dichiarato di non lasciare mai denaro extra, mentre il 39% arrotonda la cifra richiesta in qualsiasi parte del pianeta.
Gli australiani sono il popolo che spende di più sulle auto pubbliche, viste anche le grandi distanze, mentre noi italiani siamo quelli che “investono” di meno.
Per restare nel nostro Paese, tra le novità che riguardano il servizio di macchine pubbliche, dopo il successo riscosso a Firenze, è stato attivato anche a Torino dall’inizio di ottobre, il servizio “Touring by Taxi”, per scoprire le bellezze cittadine comodamente trasportati dal conducente, con tanto di audioguida che accompagna i turisti in un percorso per le vie del capoluogo piemontese a partire da piazza San Carlo. Il prezzo è di circa 40 euro per 70 minuti di tour.
Nel corso del giro turistico si ha modo di conoscere la storia della città e dei singoli monumenti, grazie alla descrizione dettagliata fornita dalla guida registrata.

Le audioguide su cd sono vengono azionate dal guidatore del taxi all’inizio della corsa, e sono disponibili in italiano o in inglese: sul taxi possono salire fino a quattro persone per volta. Il servizio è attivo a qualsiasi ora del giorno o della notte.

Ma, oltre a visitare la città, che cosa fanno di solito i viaggiatori sul sedile posteriore durante il viaggio? Secondo il sondaggio di Hotels.com, oltre metà degli intervistati ha dichiarato di dormire. Il 19%, invece, approfitta del tragitto per rinfrescare il trucco o sistemare l’acconciatura, mentre circa un quarto degli intervistati (26%) non perde occasione per scambiare un bacio con il partner.
Gli italiani, in genere, telefonano o mandano sms o email con il proprio smartphone.
C’è poi chi si prepara un panino, chi si cambia d’abito, chi canta e perfino chi sviene.
Un’altra cosa che accade con frequenza ai clienti dei taxi è dimenticare qualcosa sull’auto.
Si dimentica proprio di tutto: un utente francese ha confessato di aver “smarrito” sul sedile un anello di fidanzamento, mentre un americano ha lasciato una scarpa. Ma tutto questo non è nulla se lo paragoniamo con un viaggiatore, guarda caso italiano, che in taxi ha dimenticato addirittura il figlio.

Le curiosità. Dalla ricerca arrivano anche alcune informazioni sulle abitudini e le preferenze dei viaggiatori. I più temuti, dai tassisti, sono gli argentini, considerati i più “tirchi”, visto che solo uno su tre dichiara di lasciare la mancia alla fine della corsa. Più generosi a Hong Kong, dove la percentuale è di poco inferiore al 50%. E i tassisti romani sono avvertiti. Coreani e tedeschi detestano conducenti troppo “chiacchieroni”. Pratica che invece da noi è tollerata e quasi apprezzata. Solo l’11% ritiene la loquacità di chi è alla guida un elemento poco piacevole.

Fonte:web

ROMA: ASSEMBLEA AL CIRCO MASSIMO DEI TASSISTI CONTRO LIBERALIZZAZIONI

Il ponte che “rotola” a Londra

La curiosa struttura si trova nel quartiere di Paddington, zona di canali in centro città ad ovest della City londinese (Borough della City di Westminster), situata fra Regent’s Park e Kensington Gardens.

 

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Questa zona sta conoscendo un rapido sviluppo, grazie ad importanti progetti immobiliari come il Paddington Central (enorme centro business) ed avveniristici come il piccolo ponte “Rolling Bridge” che ogni venerdì, alle 12 in punto, si richiude sulle due estremità, assumendo una forma ottagonale, per poi “srotolarsi” di nuovo e riprendere le funzioni di ponte pedonale per l’attraversamento di un canale.

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Questo progetto unico al mondo è stato costruito costruito nel 2004 per vincere l’anno successivo il British Structural Steel Design Award.
Con il suo meccanismo originale incuriosisce i passanti ricordando i movimenti di un serpente o un bruco che si arrotola su stesso.

 

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Ma sempre in questa zona non mancano altri ponti gioielli di architettura o progetti prossimi alla realizzazione. Eccone alcuni esempi.

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Londra, già celebre per i suoi ponti, fra tutti il Tower Bridge, simbolo stesso della città, può vantare, adesso anche una nuova “rarità”.

Basta mappe ingombranti!

Quante volte avete cercato di chiudere una mappa seguendo le linee di piegatura senza ottenere la forma originaria?

Il risultato finale è quasi sempre quello di avere una mappa “accartocciata” tra le mani…a meno che non si perda  mezza giornata!

E allora perchè non accartocciarla davvero?

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Ecco per tutti quelli che desiderano il minimo ingombro e non hanno molta pazienza le CRUMPLED CITY MAP che possono essere appallottolate senza che si rovinino.

Di tessuto ultraleggero,  waterproof ed indistruttibile su di esse vengono segnalati anche i “Soulsight” ovvero luoghi ad alta densità emotiva.

Si possono acquistare a € 12 ciascuna sul sito www.palomarweb.com

Prepararsi al decollo : dance!!

Avete mai visto dare le indicazioni di sicurezza aerea con le hostess che ballano al ritmo di musica??!!

Tutto ciò succede sugli aerei della Cebu Pacific (Filippine)

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Cliccate per godervi lo spettacolo!!! So cool!!!

http://youtu.be/Lqh8e2KYIrU 

 

Ed ecco anche la versione natalizia!

http://www.youtube.com/watch?v=aXY27Rwg6UQ 

Benessere dalla Polinesia

Cosa c’è di più rilassante quanto un massaggio ai piedi?

Le donne della Polinesia sono famose per la loro bellezza e per la loro sensualità, ma anche per i loro splendidi piedi.

Fin dall’antichità, sono solite svolgere un tradizionale rituale per coccolare i piedi e renderli morbidi e profumati.

Lushly che significa “lussurioso” è un’antica usanza  che consiste in un piacevole massaggio con acqua e fiori che le donne polinesiane utilizzano per il benessere di mani e piedi.

Questo raffinato massaggio esfolia, idrata e rinfresca grazie all’estratto  di tiaré, olio di calendula, burro di karité ed estratto di ippocastano.

Regalatevi attimi di relax, è tempo di feetness!

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