Flight Safety videos – Original version

Vi annoiate durante le indicazioni di sicurezza proposte dagli assistenti di volo? Ecco come alcune compagnie aeree hanno cercato di attirare l’attenzione dei propri viaggiatori.

Delta airlines ripropone una versione anni 80.

Virgin versione dance!

Cartoni animati…

 

 

Volando su un’oca…

Ispirandosi ad un celebre romanzo svedese per bambini Il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson questa compagnia aerea ci fa sentire un pò tutti come i protagonisti di una favola…

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Curiosità dall’India – parte 1

Si parla molto di globalizzazione, e la maggior parte delle persone è profondamente convinta che il mondo sia unificato, standardizzato, delocalizzato, massificato, sdoganato, che non esistano più le barriere di lingua, di informazione e di comunicazione.
Geograficamente e tecnicamente senz’altro questo è vero, ma ci stiamo dimenticando della storia dei popoli.
La cultura, l’arte, la lingua e la religione sono il patrimonio di secoli e secoli di storia che hanno plasmato profondamente il modo di vivere, di pensare, di esprimersi e di comportarsi di interi popoli.
Un argomento che si ripeterà spesso nel comportamento nei Paesi asiatici o comunque non occidentali è quello relativo a “salvare la faccia”. Infatti gli orientali hanno una grande stima degli altri, oltre che di sé stessi, per cui non si deve mai porre le persone in condizione di inferiorità o di grave imbarazzo, dovuto appunto al fatto di mostrare in pubblico una propria debolezza o ammettere di aver sbagliato. Questo potrà essere considerato un atteggiamento ambiguo ma comunque necessario per comunicare e avere buoni rapporti con gli altri.

Iniziamo a conoscere qualche tradizione e/o comportamento della popolazione indiana:

In India un uomo e una donna che si toccano, si baciano o abbracciano, sono disapprovati. Gli indiani non vedono di buon occhio il contatto fisico. “Stringere la mano a persone dell’altro sesso è un altro potenziale campo minato. Non è socialmente accettabile che una donna sia toccata da un maschio che non sia il marito o il figlio, e nel caso del marito, il contatto è ammesso solo in privato. Perciò i maschi non dovrebbero stringere la mano a una donna indiana, a meno che non sia lei a renderla per prima. Fra i giovani queste convenzioni stanno cominciando a cambiare. Spesso vedrete degli uomini che si tengono per mano e in qualche occasione, con grande indignazione o sconcerto del maschio occidentale, un indiano persisterà nel tenergli la mano come gesto di cameratismo, cosa che non ha alcuna connotazione sessuale”.

Superstizioni

Gli indiani sono molto superstiziosi. Prima di sposarsi o avviare un’attività consultano un sacerdote e un astrologo. Pensano sempre che qualcuno possa gettare il nazar o malocchio. E per proteggersi cosa fanno? Dipingono una macchia nera dietro le orecchie di un bambino, in modo che i passanti guardino il particolare e non la bellezza del piccolo. Hanno anche l’abitudine di disegnare un volto orrendo o una figura demoniaca sulla facciata degli edifici in costruzione per allontanare gli spiriti maligni. Se qualcuno viene colpito dal malocchio, si ricorre a metodi fatti in casa. Il sacerdote può anche organizzare sedute di preghiera e altri riti per scacciare il demonio.

Le vedove

Sono considerate messaggere di malasorte, quindi in qualche modo responsabili della morte dei loro mariti. Le vecchie dei villaggi definiscono la vedova colei che ha mangiato il marito. “Non appena il marito muore, i parenti frantumano i braccialetti di vetro della vedova e le cancellano il bindi. In certi gruppi continua la pratica di rasarle il capo a zero. Nelle famiglie ortodosse le vedove non possono avvicinarsi ai novelli sposi, né partecipare a riti di buon auspicio. Perdono qualsiasi diritto e dignità. Costrette a vivere in ghetti privi anche dei servizi più elementari, si spostano in pellegrinaggio verso le città sacre del nord del Paese, Vrindavan e Varanasi, per chiedere la carità e recitare qualche preghiera ed essere pagate una miseria.  Attualmente associazioni internazionali si stanno muovendo per porre fine alla stigmatizzazione nei loro confronti.

Argomenti tabù

Normalmente gli indiani sono persone tolleranti e accettano le differenze religiose. Negli ultimi anni, tuttavia, nella società indiana sono nati forti sentimenti religiosi. Sarà pertanto bene evitare discussioni su argomenti religiosi. D’altra parte i riti e le pratiche religiose giocano un ruolo importante nella vita indiana e delle richieste sincere di informazioni sulle pratiche religiose degli indiani normalmente troverà delle risposte entusiaste.
Per ragioni storiche le relazioni tra l’India ed il Pakistan non sono mai state amichevoli. Gli indiani di cultura elevata vedono questo come un fallimento della politica di entrambe le parti. Comunque molti indiani, quando si discute del Pakistan, sono parziali, unilaterali e emozionali. In genere è bene evitare di entrare in discussione su questo argomento.
Una delle diversità importanti della società Indiana è la divisione tra ricco e povero. In India si possono trovare ricche località e enormi baraccopoli, l’una accanto all’altra. Gli indiani sono sensibili al problema della povertà come sono orgogliosi dei progressi e della crescita economica del loro paese. Gli indiani tra di loro spesso parlano del problema della povertà, ma non accettano che uno straniero inizi una discussione su tale argomento, interpretandola come una intromissione villana.

Regali

In India c’è l’usanza di scambiarsi dei regali, e questo gesto è visto come un segno di amicizia. Generalmente un regalo non è previsto al primo incontro.
Si consiglia di non fare regali costosi, a meno che si sia fra amici. Grossi e costosi regali vengono fatti da amici o parenti e normalmente in occasioni particolari come un matrimonio, ad esempio. Dato che gli indiani vogliono ricambiare il regalo, se questo è troppo costoso, questo fatto potrebbe mettere in serio imbarazzo chi lo riceve.
Usate carta di colore rosso, giallo, verde o blu per impacchettare il regalo. I colori bianco o nero sono simboli della sfortuna.
Normalmente i regali non sono aperti dinnanzi al donatore. Alle volte però il vostro ospite indiano insisterà per farvi aprire il regalo e si aspetterà apprezzamento per la sua scelta.
Se siete invitati in una casa indiana per una cena, dovrete portare una regalo, come una scatola di cioccolatini o un mazzo di fiori. Se il vostro ospite ha dei bambini, portate loro un regalo (un giocattolo o un libro), sarà senz’altro apprezzato.
Se andate a far visita a un indiano durante una festa, è usanza portare una scatola di dolci.
Se volete dare del denaro in regalo, dovete ricordare che 11, 51, 101,501, 1001, ecc. sono considerati numeri di buon auspicio, perciò se il vostro regalo sarà fatto con queste entità sarà ancora più apprezzato o comunque in numero disparo.
Prima dell’apertura economica indiana molti prodotti stranieri non erano reperibili in India e voi avreste potuto fare un buon regalo donando questi. Adesso molti prodotti stranieri sono reperibili ed hanno perso il loro interesse come regalo. Comunque sono ancora apprezzati i regali che rappresentano la vostra o una specifica cultura (es. un coltellino svizzero, un profumo francese, degli zoccoli olandesi, ecc.).
I fiori hanno connotazioni e significati differenti nelle varie regioni dell’India. Se pensate di offrire dei fiori controllate con il fiorista di fare la scelta appropriata. Un mazzo di rose, comunque è la scelta più sicura in qualsiasi parte dell’India. Da evitare i frangipani, usati nei funerali. Bere alcol non è culturalmente accettato in gran parte dell’India. Molti indiani non bevono alcol a casa propria. Ma se il vostro ospite beve e tiene dei liquori a casa, una bottiglia di whisky o di vino saranno apprezzati.

State attenti nel fare regali con oggetti in cuoio. Poiché molti Hindu sono vegetariani essi non apprezzano oggetti fatti con del cuoio.
Un gioiello è considerato un regalo intimo e sarebbe considerato inappropriato se fatto da un uomo ad una donna indiana. È adatto invece se viene fatto da una donna. Comunque i gioielli d’oro sono normalmente scambiati fra i membri della famiglia.

 

SEGUE….

I bermuda nelle isole Bermuda!!

Sono il simbolo nazionale di Bermuda, indossati da gran parte della popolazione locale, cariche istituzionali e figure pubbliche.

I bermuda devono arrivare a 3 pollici sopra il ginocchio (ossia 7,5 cm), avere l’orlo cucito a mano della stessa misura, due tasche davanti e i passanti per la cintura.
Possono essere di svariati colori ma è necessario abbinarli alla calza giusta – i bermuda hose, alti fino al polpaccio e con risvolto d’ordinanza – a una camicia in Oxford rigorosamente botton down, cioè a manica corta e di colore bianco o azzurro, e ai mocassini con nappe.

L’indirizzo giusto per acquistare dei veri bermuda doc è The English Sports Shop (49 Front Street, Hamilton).

Luna di Miele Solidale vi presenta le richieste più assurde dei viaggiatori

Luna di Miele Solidale vi presenta le richieste più assurde dei viaggiatori.

«Vorrei visitare il punto preciso in cui si sono aperte le acque nel Mar Rosso» e «A quale cecchino mi devo rivolgere in aeroporto?». Non sono battute di un film, ma le richieste reali di viaggiatori reali. Il Cts ha stilato un elenco delle più fantasiose

Leggete l’articolo, c’è da divertirsi!

Quanto costa un caffè? Un bacio!

Al Metro St. James Cafe in Sydney Australia un caffè si paga con un bacio. E’ questa l’originale promozione ideata da questo bar, che si trova ad Hyde Park di Sidney,che sta facendo il giro del web.

Si entra nel bar, si fa l’ordinazione, ci si bacia, gli inservienti testimoniano, e quindi il caffè viene offerto dalla direzione. Nessun problema se a baciarsi sono persone dello stesso sesso.

La singolare idea è venuta ai gestori del bar australiano che, solo per il mese di giugno, hanno deciso di attrarre nuovi clienti usando la tenerezza. Per evitare di pagare i 3.50 dollari di un caffè è necessario dare un bacio (di quelli veri, non a stampo) alla persona con cui si è seduti al tavolo, non importa se sia il compagno, il marito o un semplice conoscente. I camerieri, tra cui ci sono molti francesi, saranno i giudici, a cui spetterà stabilire se c’è stata vera passione nel contatto tra le labbra degli interessati.

Offerta valida per tutto giugno, dalle 9 alle 11 del mattino. Un bel modo per far parlare di se, migliore dell’Antica Gelateria di Roma che ha fatto pagare 64 euro, 4 coni, consumati in piedi. ,

Travelblog – Tgcom

L’isola che non c’è!

Può un’isola scomparire? No, certamente.

Eppure a qualcuno è venuto il dubbio quando, arrivando in prossimità di un’isola che fa la sua bella comparsa su Google Earth e su molte carte geografiche, non è stata trovata. Un gruppo di ricercatori della Università di Sidney aveva il compito di rilevare l’area in prossimità della Nuova Caledonia,  per quel che riguarda le isole che fuoriescono dal mare e  le profondità abissali. La finalità era studiare i fondali marini e le terre emerse che si erano staccate dall’Australia nel suo movimento verso nord-est degli ultimi 100 milioni di anni. Imbarcati  a bordo della nave Southern Surveyorhanno studiato un’area di circa 14.000 chilometri quadrati, campionando decine di punti di mare fino a 3 chilometri di profondità. Maria Seton, ricercatrice che ha partecipato alla spedizione, racconta: “Eravamo particolarmente interessati alla Sandy Island perché le mappe mostrano che il mare tutt’attorno è profondo circa 1500 metri. Siamo rimasti allibiti quando, una volta giunti nel punto in cui ci doveva essere l’isola, questa non esisteva”. Cosa ci fa un’isola in quel punto e che fine ha fatto, dato che i ricercatori hanno trovato soltanto fondali marini a oltre 14oo metri di profondità? E questo particolare demolisce l’ipotesi, subito avanzata da alcuni, che l’isola esistesse in passato e fosse “sprofondata” di qualche decina di metri come nel caso dell’isola Ferdinandea al largo della Sicilia. Scomparsa nel nulla? Base segreta di alieni? Area militare più segreta di Area 51? Il mistero c’è, non vi sono dubbi, ma la soluzione potrebbe essere meno fantascientifica di quel che si potrebbe pensare. È possibile infatti, che l’isola non ci sia mai stata. È probabile che qualcuno abbia avuto tra le mani qualche appunto di marinai che erroneamente avevano creduto di osservare un’isola in quell’area e una volta segnata la sua esistenza su una carta, essa si è trascinata nel tempo fino ad arrivare su Google Earth.  E nulla di più.  Una scoperta cuiosa infatti, quella di Shaun Higgins, bibliotecario del Auckland Museum della Nuova Zelanda, che ha rispolverato dagli archivi  una carta nautica del 1908 dove appare per la prima volta Sandy Island. Sulla carta viene riportato che i dati per la sua redazione vennero ripresi (almeno in parte) da appunti scritti da marinai della nave Velocity che “scoprì” l’isola nel 1876. Andando a verificare nei documenti nautici dell’epoca si scopre che la nave salpò a caccia di balene tra il 1876 e il 1877 proprio nell’area dell’isola misteriosa. Ebbene dopo alcuni anni dal suo ritorno dalla battuta di caccia in un documento del dipartimento idrografico australiano risulta che dalla nave si osservarono – nel punto in cui su Google Map è stata segnata Sandy Island – degli imponenti frangenti e lì vicino delle isole sabbiose. Ma molto probabilmente poiché fare il punto allora non era per nulla facile (con un sestante e una bussola) la nave si trovava più ad ovest rispetto a dove si trovava, dove esistono delle isole sabbiose. Ma l’errore era fatto e da allora Sandy Island è stata riportato su numerose mappe, fino a Google Map.

L'Isola che non c'è (davvero)

Quindi, se prendete queste coordinate: 19°13’28” S e 159°56’190” E e cercate su Google Earth, troverete l’isola che non c’è. Cosa vedrete? Scoprire da voi…

(Fonte: Miles Magazine)

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