#MARTHA’S VINEYARD: Raffinata Eleganza Marina

Martha’s Vineyard è la più grande isola del New England. Con i suoi panorami spettacolari, la sua storia, le spiagge ed i suoi villaggi tipici, è un vero paradiso di raffinata eleganza, dove non esistono ristoranti appartenenti a catene o classici motel americani….al contrario si trovano piccoli B&B, accoglienti country inn, ristorantini e locali gestiti da chef.

Amata da politici ed intellettuali, qui anche  l’icona dell’eleganza mondiale, Jacqueline Kennedy, volle una casa nello stile del luogo: discreto, colto, silenzioso.

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Isola delle dimensioni pressapoco dell’isola d’Elba, sorge di fronte alle coste del Massachusetts, non lontano dall’incantevole Cape Cod, a sud di Boston ed è lontanissima dall’essere una meta di massa, piuttosto un luogo dove godersi la tranquillità e la natura. Ci si alza tardi e poi si gira. L’ideale è la bicicletta ma va bene anche il bus, che qui si tinge di rosa, acquamarina o bianco: sull’isola l’auto va dimenticata.

Martha’s Vineyard è nota anche per essere stato il set del celebre film di Steven Spielberg, Lo Squalo (1975), con il nome di Isola di Amity.

Ma oltre alla sua storia, Martha’s Vineyard, che prende il nome dalla figlia di colui che la scoprì, resta impressa nella memoria per i panorami spettacolari e il paesaggio elegante, l’atmosfera dei locali, le spiagge e i gustosi pranzi a base di pesce ed aragoste a prezzi davvero accessibili.

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Sei sono le piccole comunità di Martha’s Vineyard : Aquinnah, dove si trova la migliore spiaggia a sud-ovest dell’isola, West Tisbury, la quintessenza del New England con il classico general store d’altri tempi, Menemsha con panorama incredibile sulle Elizabeth Islands, South Beach a Katama, il paradiso dei surfisti, Oak Bluffs con le Gingerbread Houses, deliziose e coloratissime casette in stile vittoriano, ed Edgartown, la più esclusiva.
Il glamour è molto raffinato nell’isola scelta come meta vacanziera da vip, attori e dallo stesso Presidente Obama.

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Meta del viaggio ideale: Canada

Ci sono delle mete di viaggio che, seppur belle, dopo averle visitate e dopo essere tornati a casa, non lasciano alcun segno dentro di noi. Altre mete invece hanno la speciale caratteristica di “far riflettere” chi le visita, e non solo per la specificità dei luoghi che sono in grado di mettergli di fronte ma anche per la capacità di avviare in chi ha vissuto da quelle parti una profonda messa in discussione del proprio stile di vita.

Uno di questi posti è il Canada. Per molti è e rimane un sogno remoto, per altri diventa una reale opportunità di conoscenza e di incontro di una nuova realtà, magari per lavoro o magari più semplicemente per un viaggio di nozze.

In entrambi i casi per la visita a questo Paese bisogna mettere in conto un numero minimo di giorni non inferiore a 10, nonché un budget importante per i voli aerei che andremo a prendere lungo il nostro percorso ed infine anche una assicurazione sanitaria per il Canada, ad esempio in questa pagina, visto che lì non esiste la sanità pubblica.

Gli itinerari possibili sono più svariati. Si può essere così “sfrontati” da sfidare le strade del Canada in un coast to coast, o muoversi attraverso le città principali come Toronto, Calgary, Montreal ed Ottawa, oppure addentrarsi in uno delle centinaia di parchi naturali e nazionali che caratterizzano questa straordinaria nazione, come il Nahanni con i suoi spettacolari Canyon, il Jasper famoso per i suoi giochi d’acqua che creano numerosi torrenti e cascate, o il Gwaii Haanas, dove fanno tappa fissa i reporter della National Geografic.

Come anticipato, in tutto questo muoversi attraverso i luoghi e le bellezze del Canada, maturerà nel visitatore una consapevolezza di come, nonostante la natura selvaggia, l’uomo moderno abbia saputo crearsi da queste parti delle straordinarie opportunità che danno vita ad una Nazione multiculturale, accogliente, serena e dove anche l’economia va alla grande. E’ infatti del 2013 l’ultima offerta di oltre 150 mila nuovi posti di lavoro per cittadini di tutto il mondo.

di Giacomo Rossini

Diritti foto: pubblico dominio

Flight Safety videos – Original version

Vi annoiate durante le indicazioni di sicurezza proposte dagli assistenti di volo? Ecco come alcune compagnie aeree hanno cercato di attirare l’attenzione dei propri viaggiatori.

Delta airlines ripropone una versione anni 80.

Virgin versione dance!

Cartoni animati…

 

 

Ryanair Annuncia Miglioramenti Del Servizio Clienti

Ryanair, la compagnia aerea europea a tariffe basse, ha svelato oggi (25 ottobre) un programma di miglioramenti del suo servizio clienti leader di settore che ha visto il traffico della compagnia aerea crescere fino a oltre 80 milioni di passeggeri all’anno, grazie all’imbattibile combinazione Ryanair delle tariffe più basse, di voli puntuali, di una flotta di aeromobili nuovi e della rassicurante garanzia di assenza di sovrattasse carburante.
Dopo un esteso programma di ascolto delle opinioni dei clienti attraverso la sua pagina “TELL MOL” sul sito web Ryanair.com, Ryanair ha confermato l’introduzione dei seguenti miglioramenti del servizio clienti nel corso dei prossimi 6 mesi, entro la fine di marzo 2014.
  1. Il codice di sicurezza “Recaptcha” sarà rimosso dal sito Ryanair.com la prossima settimana (il 1° novembre).
  1. Dal 1° novembre i clienti che prenotano direttamente sul sito Ryanair.com (cioè non tramite agenzie di viaggio o siti di comparazione dei prezzi) avranno 24 ore di tempo, dal momento della loro prenotazione originaria, per correggere eventuali piccoli errori effettuati durante la prenotazione originaria. (ad esempio errori di digitazione, del nome, di rotta).
  1. Dal 1° novembre Ryanair opererà “voli silenziosi” prima delle 8 del mattino e dopo le 9 di sera. Durante questi voli silenziosi nessun annuncio sarà fatto a bordo se non i necessari annunci di sicurezza. Ryanair offuscherà inoltre le luci in cabina durante questi voli silenziosi cosicché chiunque voglia sonnecchiare possa farlo comodamente.
  1. Dal 1° dicembre Ryanair permetterà ai passeggeri di trasportare un secondo piccolo bagaglio a mano (borsetta da donna o sacchetto con acquisti in aeroporto) non più grande di 35 x 20 x 20 cm che permetterà di trasportare una bottiglia di vino o l’equivalente.
  1. Dal 1° dicembre il costo di ri-emissione della carta d’imbarco Ryanair sarà ridotto da €70 a €15 per i clienti che hanno gia’ effettuato il check-in online. I clienti che omettono di effettuare il check-in online continueranno a pagare la tassa di €70 per il check-in in aeroporto.
  1. Dal 5 gennaio le tariffe Ryanair per il bagaglio acquistato in aeroporto saranno ridotte da €60 a €30 al desk di consegna del bagaglio e da €60 a €50 al gate d’imbarco, portandole in linea con le tariffe standard per il bagaglio applicate da compagnie aeree concorrenti.
Michael O’Leary di Ryanair ha dichiarato:
“Siamo davvero entusiasti di questi sensazionali miglioramenti a quello che è già il servizio clienti N.1 in Europa per una compagnia aerea.  Poiché stiamo rendendo effettivi i nostri piani di crescita da 80 milioni a oltre 110 milioni di passeggeri all’anno nei prossimi 5 anni, stiamo ascoltando e rispondendo attivamente ai nostri clienti cosicché possano continuare ad aspettarsi tariffe basse e voli in orario ma godere anche di un più semplice accesso al sito web, un periodo di grazia di 24 ore, un secondo piccolo bagaglio a mano, costi ridotti per il bagaglio da stiva e voli silenziosi. Ci auguriamo che i nostri passeggeri apprezzeranno questi miglioramenti nel servizio mentre già godono delle tariffe basse di Ryanair e di voli puntuali.”
Il Direttore del Servizio Clienti Ryanair, Caroline Green, ha commentato:
 
Questi sono i primi di una serie di miglioramenti del servizio clienti su cui Ryanair sta lavorando per rendere il nostro servizio a tariffe basse più semplice nell’accesso e ancora più piacevole per i nostri milioni di clienti. Poiché alcuni di questi cambiamenti nella policy richiederanno cambiamenti nel sito web e l’aggiornamento dello staff operativo, li lanceremo nel corso dei prossimi mesi poiché ci stiamo impegnando a migliorare ulteriormente il nostro servizio clienti N.1 in Europa per una compagnia aerea. Se i passeggeri hanno altri suggerimenti o osservazioni da sottoporci, li preghiamo di usare il nostro servizio di opinione del cliente ‘TELL MOL’ sul sito web Ryanair.com.”

 

Ma cos’hai ?! “Nón lá”…in testa!!!

Il Vietnam senza il suo cappello a cono (chiamato nón lá) è come la City londinese senza bombetta, il messico senza sombrero, i paesi baschi senza basco! non la

È un simbolo quasi patriottico: il copricapo nazionale di una terra di riso e acqua. Un capolavoro semplice, efficiente, leggero ed elegante.
Semplice perché composto da poche foglie secche di palma latania (Latania lontaroides) unite tra loro su un cerchio di base. Efficiente perché protegge dal sole e dalla pioggia (è impermeabile). Ciò spiega il suo successo in tutte le risaie del paese! Leggero perché naturale. Elegante, e aggiungiamo poetico, perché talvolta porta alcuni versi disegnati in filigrana. Attraverso i secoli, il “nón lá”, è rimasto un oggetto della quotidianità delle donne vietnamite.

Il nón lá è rappresentato spesso su oggetti molto antichi come i tamburi di bronzo Ngoc Lu e i vasi di bronzo di Dao Thinh, datati da 2.500 a 3.000 anni fa.
Con il passare del tempo, non vi sono stati molti cambiamenti nello stile e nei materiali. Originariamente, il nón lá era tessuto e intrecciato. Solo nel 3° secolo a.C. quando si cominciò ad utilizzare il ferro, che si iniziò ad utilizzare gli aghi per cucire le foglie del nón lá.
I materiali per la produzione sono tra i più semplici, il principale dei quali è dato dalle foglie e dalle fibre della palma Moc (questultimo è ora sostituito dal filo di nylon). Il telaio è di bambù. Inizialmente, gli artigiani devono trattare le foglie mettendole di piatto su una piastra di ferro caldo pressandole ad una temperatura specifica, facendo in modo da non bruciarle. Un riscaldamento insufficiente, non permetterà però di raggiungere l’adeguata forma piatta alle foglie.
Le foglie sono poi affumicate con lo zolfo sfumando così al bianco e diventando resistenti alla muffa. I bambù sono tagliati in senso longitudinale e vengono utilizzati per costruire i telai. Vengono poi affumicati per resistere alle termiti e ad altri insetti nocivi per il legno.
Vi sono molti villaggi specializzati nella produzione dei cappelli a cono, tra cui Chuông, nel distretto di Thanh Oai 30 km dal centro di Hanoi famosa per i suoi prodotti di qualità.

La struttura del nón lá, è composta da 16 cerchi di bambù. Il loro numero è rimasto invariato per molto tempo. La loro bellezza dipende molto dalla bravura degli artigiani. Esistono molti tipi di nón lá, come il nón thung rông vành (canestro a forma di cappello a cono), il nón ba tâm (cappello a forma piatta con frange). Alle volte uno specchio è situato allinterno del nón lá. Sotto le foglie bianche quasi trasparenti, come in filigrana, si può intravedere una poesia popolare, o limmagine di un tempio. Questo tipo di nón lá è conosciuto come Bài tho.

Il nón lá si abbina perfettamente con la tunica tradizionale chiamata Áo dài. Le vietnamite indossando questo copricapo diventano più morbide, eleganti e sensibili. Viene indossato sia per andare a lavorare nei campi, che al mercato o per partecipare alle feste.
Negli spettacoli, la danza con i cappelli a cono ed il vestito tradizionale Áo dài, esalta la morbidezza, la femminilità e la grazia delle donne vietnamita.
Tutte le vietnamite sentono un forte attaccamento al nón lá emblema della propria cultura.

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Il paradiso in terra ad Abu Dhabi

Questo vasto parco, grande come quattro campi da calcio, ospita circa 10 milioni di fiori, una copia di 12 metri della Torre Eiffel e detiene il Guinness dei primati per il maggior numero di cesti sospesi, con un totale di 2.968.

Le foto parlano da sè…l’odore si può solo immaginare…i colori ci possono rallegrare…

Nahyan Al Awal Street alla rotonda Zakher, Al Ain
Scoprite altre immagini  www.alainparadise.com

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Volando su un’oca…

Ispirandosi ad un celebre romanzo svedese per bambini Il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson questa compagnia aerea ci fa sentire un pò tutti come i protagonisti di una favola…

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Curiosità dall’India – parte 1

Si parla molto di globalizzazione, e la maggior parte delle persone è profondamente convinta che il mondo sia unificato, standardizzato, delocalizzato, massificato, sdoganato, che non esistano più le barriere di lingua, di informazione e di comunicazione.
Geograficamente e tecnicamente senz’altro questo è vero, ma ci stiamo dimenticando della storia dei popoli.
La cultura, l’arte, la lingua e la religione sono il patrimonio di secoli e secoli di storia che hanno plasmato profondamente il modo di vivere, di pensare, di esprimersi e di comportarsi di interi popoli.
Un argomento che si ripeterà spesso nel comportamento nei Paesi asiatici o comunque non occidentali è quello relativo a “salvare la faccia”. Infatti gli orientali hanno una grande stima degli altri, oltre che di sé stessi, per cui non si deve mai porre le persone in condizione di inferiorità o di grave imbarazzo, dovuto appunto al fatto di mostrare in pubblico una propria debolezza o ammettere di aver sbagliato. Questo potrà essere considerato un atteggiamento ambiguo ma comunque necessario per comunicare e avere buoni rapporti con gli altri.

Iniziamo a conoscere qualche tradizione e/o comportamento della popolazione indiana:

In India un uomo e una donna che si toccano, si baciano o abbracciano, sono disapprovati. Gli indiani non vedono di buon occhio il contatto fisico. “Stringere la mano a persone dell’altro sesso è un altro potenziale campo minato. Non è socialmente accettabile che una donna sia toccata da un maschio che non sia il marito o il figlio, e nel caso del marito, il contatto è ammesso solo in privato. Perciò i maschi non dovrebbero stringere la mano a una donna indiana, a meno che non sia lei a renderla per prima. Fra i giovani queste convenzioni stanno cominciando a cambiare. Spesso vedrete degli uomini che si tengono per mano e in qualche occasione, con grande indignazione o sconcerto del maschio occidentale, un indiano persisterà nel tenergli la mano come gesto di cameratismo, cosa che non ha alcuna connotazione sessuale”.

Superstizioni

Gli indiani sono molto superstiziosi. Prima di sposarsi o avviare un’attività consultano un sacerdote e un astrologo. Pensano sempre che qualcuno possa gettare il nazar o malocchio. E per proteggersi cosa fanno? Dipingono una macchia nera dietro le orecchie di un bambino, in modo che i passanti guardino il particolare e non la bellezza del piccolo. Hanno anche l’abitudine di disegnare un volto orrendo o una figura demoniaca sulla facciata degli edifici in costruzione per allontanare gli spiriti maligni. Se qualcuno viene colpito dal malocchio, si ricorre a metodi fatti in casa. Il sacerdote può anche organizzare sedute di preghiera e altri riti per scacciare il demonio.

Le vedove

Sono considerate messaggere di malasorte, quindi in qualche modo responsabili della morte dei loro mariti. Le vecchie dei villaggi definiscono la vedova colei che ha mangiato il marito. “Non appena il marito muore, i parenti frantumano i braccialetti di vetro della vedova e le cancellano il bindi. In certi gruppi continua la pratica di rasarle il capo a zero. Nelle famiglie ortodosse le vedove non possono avvicinarsi ai novelli sposi, né partecipare a riti di buon auspicio. Perdono qualsiasi diritto e dignità. Costrette a vivere in ghetti privi anche dei servizi più elementari, si spostano in pellegrinaggio verso le città sacre del nord del Paese, Vrindavan e Varanasi, per chiedere la carità e recitare qualche preghiera ed essere pagate una miseria.  Attualmente associazioni internazionali si stanno muovendo per porre fine alla stigmatizzazione nei loro confronti.

Argomenti tabù

Normalmente gli indiani sono persone tolleranti e accettano le differenze religiose. Negli ultimi anni, tuttavia, nella società indiana sono nati forti sentimenti religiosi. Sarà pertanto bene evitare discussioni su argomenti religiosi. D’altra parte i riti e le pratiche religiose giocano un ruolo importante nella vita indiana e delle richieste sincere di informazioni sulle pratiche religiose degli indiani normalmente troverà delle risposte entusiaste.
Per ragioni storiche le relazioni tra l’India ed il Pakistan non sono mai state amichevoli. Gli indiani di cultura elevata vedono questo come un fallimento della politica di entrambe le parti. Comunque molti indiani, quando si discute del Pakistan, sono parziali, unilaterali e emozionali. In genere è bene evitare di entrare in discussione su questo argomento.
Una delle diversità importanti della società Indiana è la divisione tra ricco e povero. In India si possono trovare ricche località e enormi baraccopoli, l’una accanto all’altra. Gli indiani sono sensibili al problema della povertà come sono orgogliosi dei progressi e della crescita economica del loro paese. Gli indiani tra di loro spesso parlano del problema della povertà, ma non accettano che uno straniero inizi una discussione su tale argomento, interpretandola come una intromissione villana.

Regali

In India c’è l’usanza di scambiarsi dei regali, e questo gesto è visto come un segno di amicizia. Generalmente un regalo non è previsto al primo incontro.
Si consiglia di non fare regali costosi, a meno che si sia fra amici. Grossi e costosi regali vengono fatti da amici o parenti e normalmente in occasioni particolari come un matrimonio, ad esempio. Dato che gli indiani vogliono ricambiare il regalo, se questo è troppo costoso, questo fatto potrebbe mettere in serio imbarazzo chi lo riceve.
Usate carta di colore rosso, giallo, verde o blu per impacchettare il regalo. I colori bianco o nero sono simboli della sfortuna.
Normalmente i regali non sono aperti dinnanzi al donatore. Alle volte però il vostro ospite indiano insisterà per farvi aprire il regalo e si aspetterà apprezzamento per la sua scelta.
Se siete invitati in una casa indiana per una cena, dovrete portare una regalo, come una scatola di cioccolatini o un mazzo di fiori. Se il vostro ospite ha dei bambini, portate loro un regalo (un giocattolo o un libro), sarà senz’altro apprezzato.
Se andate a far visita a un indiano durante una festa, è usanza portare una scatola di dolci.
Se volete dare del denaro in regalo, dovete ricordare che 11, 51, 101,501, 1001, ecc. sono considerati numeri di buon auspicio, perciò se il vostro regalo sarà fatto con queste entità sarà ancora più apprezzato o comunque in numero disparo.
Prima dell’apertura economica indiana molti prodotti stranieri non erano reperibili in India e voi avreste potuto fare un buon regalo donando questi. Adesso molti prodotti stranieri sono reperibili ed hanno perso il loro interesse come regalo. Comunque sono ancora apprezzati i regali che rappresentano la vostra o una specifica cultura (es. un coltellino svizzero, un profumo francese, degli zoccoli olandesi, ecc.).
I fiori hanno connotazioni e significati differenti nelle varie regioni dell’India. Se pensate di offrire dei fiori controllate con il fiorista di fare la scelta appropriata. Un mazzo di rose, comunque è la scelta più sicura in qualsiasi parte dell’India. Da evitare i frangipani, usati nei funerali. Bere alcol non è culturalmente accettato in gran parte dell’India. Molti indiani non bevono alcol a casa propria. Ma se il vostro ospite beve e tiene dei liquori a casa, una bottiglia di whisky o di vino saranno apprezzati.

State attenti nel fare regali con oggetti in cuoio. Poiché molti Hindu sono vegetariani essi non apprezzano oggetti fatti con del cuoio.
Un gioiello è considerato un regalo intimo e sarebbe considerato inappropriato se fatto da un uomo ad una donna indiana. È adatto invece se viene fatto da una donna. Comunque i gioielli d’oro sono normalmente scambiati fra i membri della famiglia.

 

SEGUE….

Qual è la tua bevanda preferita? Il centro benessere tutto da gustare in Giappone

Bizzarro, unico, curioso ci sono molti aggettivi adatti per descrivere il centro benessere giapponese di Yunessun.
Se avete in mente la classica idea di saune e di fonti termali, massaggi e terapie col fango, dimenticatevi questa concezione tradizionale di centro benessere.

Yunessun è composto da differenti vasche: oltre ad una miriade di bacini artificiali, possiamo ammirare una serie incredibile di effetti speciali creati da differenti fonti di luce in combinazione con fontane e piscine.

Desiderate trascorrere del tempo in un antico bagno romano? Visitate Yunessun ed immaginate di essere Nerone o Adriano che si godono un meritato relax.
A Yunessun potrete godere di piscine con differenti temperature, sauna, lussuosi bagni turchi disegnati sullo stile di un palazzo Ottomano mentre i vostri occhi godranno di splendide riproduzioni di mosaici in stile con l’ambiente in cui vi trovate.

Come se non bastasse, potete divertirvi sfruttando uno dei tre scivoli d’acqua, o lanciandovi da una delle enormi cascate di Yunessun Rodeo Mountain.

Tra le particolarità di questo centro benessere, possiamo trovare:

- Wine Spa: una vasca riempita di vino rotto, che fuoriesce da un’enorme bottiglia lunga quasi 4 metri. Cleopatra amava immergersi nel vino rosso, perchè rinunciare a questo piacere?

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- Green Tea Spa: una vasca che contiene tè verde, sormontata da una gigantesca teiera di oltre due metri. Il tè proviene dalle montagne di Tanzawa e Hakone, località famose per la qualità e la tradizione legate alla bevanda. Il tè coltivato in queste località è ricco di aroma, e contiene un potente anti-ossidante che pare aiuti a combattere tumori ed a rafforzare il sistema immunitario.

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- Se preferite il caffè, la Coffee Spa vi darà quello che cercate: una vasca riempita con vero caffè, realizzato con acqua proveniente da una calda sorgente termale. Ottimo metodo per recuperare le energie spese durante la settimana e per ringiovanire la pelle.

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- God’s Aegean Spa: vasca composta da tre isolette, ricche di differenti metodi di massaggio con l’acqua

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– Una piscina riempita con vero sakè (Japanese Sake Spa). Secondo un’antica credenza giapponese, il sakè contribuisce a mantenere la pelle in salute e liscia. Si può inoltre soltanto immaginare la portata delle risate che i fumi della tradizionale bevanda alcolica giapponese può scatenare…

A80KG6(Fonte web)

I bermuda nelle isole Bermuda!!

Sono il simbolo nazionale di Bermuda, indossati da gran parte della popolazione locale, cariche istituzionali e figure pubbliche.

I bermuda devono arrivare a 3 pollici sopra il ginocchio (ossia 7,5 cm), avere l’orlo cucito a mano della stessa misura, due tasche davanti e i passanti per la cintura.
Possono essere di svariati colori ma è necessario abbinarli alla calza giusta – i bermuda hose, alti fino al polpaccio e con risvolto d’ordinanza – a una camicia in Oxford rigorosamente botton down, cioè a manica corta e di colore bianco o azzurro, e ai mocassini con nappe.

L’indirizzo giusto per acquistare dei veri bermuda doc è The English Sports Shop (49 Front Street, Hamilton).

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