Cibi in volo

Ti è mai capitato quando voli di arrivare a destinazione con un gran mal di testa ? o con un senso di malessere generale che passa solo dopo 24-48 ore?

Il motivo principale potrebbe essere la tua cattiva alimentazione pre-volo.

Ecco una serie di cibi e bevande da EVITARE prima di qualsiasi volo: (consigli da adottare sempre sui voli di medio o lungo raggio, ma da seguire anche per i voli corti per non risentire del viaggio)

Quando si è in attesa in zona franca la tentazione di mangiare cibo fast food è quasi irresistibile, ma in generale è già difficile digerire un hamburger in condizioni normali… se poi ci si mette che nel giro di poco  dovrai stare seduto e fermo con cambi di pressione continua che gonfiano il nostro stomaco e intestino, allora è meglio evitare.

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Panini super farciti e fritti vari

Legato al precedente, evitate  di prendere un panino molto farcito e pieno di maionese o salse varie.

Mentri li mangi sono gustosi ma vale lo stesso discorso, la digestione in volo diventa quasi impossibile.

Nella categoria da evitare vien da se nominare anche il fritto in ogni forma!

 

Bibite gassate

Con il cambio di pressione, soprattutto nel decollo e nell’atterraggio, queste bevande gonfiano in maniera accentuata lo stomaco e l’intestino e in tale condizione può aumentare il  senso di pesantezza e oppressione.

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Alcool

Sembra il rimedio “naturale” alla paura di volare ma se vuoi arrivare a destinazione con un mal di testa assurdo è il metodo migliore.

E’ una questione fisica: l’aria condizionata presente sull’aereo disidrata il corpo… dalla pelle a tutti liquidi del nostro corpo.

E l’alcool cosa fa?

La stessa cosa!

Per cui si accellera ancora di più il processo e bevendo 2/3 bicchieri di vino o peggio ancora super alcolici arriverai a destinazione con un mal di testa da postumi di sbornia …

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Dolciumi e similari

Certo non bisogna essere estremi ci si può concedere un cioccolatino o uno snack, ma evitate di esagerare… alla fine sono solo zuccheri e soprattutto grassi che non saranno smaltiti vista la totale inattività che ci aspetta per ore ; anche se potremmo pensare il contrario,  non danno nessuna energia ed allungano i tempi del jet lag, nel caso di voli lunghi.

E durante il volo?

Chicken or beef? or fish?

Questa è la cantilena che ti viene offerta su tutti i voli medio lunghi in cui sono compresi pasti.

La risposta più corretta da dare sarebbe: “Niente grazie” …certo resistere per ore sarebbe difficile a stomaco vuoto anche perché un pasto frugale può essere un passatempo durante ore di volo.

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L’importante è sapere che quei cibi surgelati e riscaldati, ricchi di intingoli indefiniti sono l’equivalente di una quantità calorica ed indigeribile per il nostro organismo.

Se proprio non potete evitare di prendere il vassoio, bisognerebbe evitare la pietanza principale e mangiare la verdura, il formaggio, i crackers e la frutta che sono compresi quasi sempre.

Vi chiederete e allora cosa si può mangiare??!!

Il menu del perfetto viaggiatore aereo cambia a seconda del luogo di destinazione.

Per chi vola verso ovest: è opportuno consumare cibi proteici che, impegnando la digestione, aiutano a rimanere svegli. Dunque via libera a carne, pesce, latte, latticini. E’ consigliabile, inoltre, cercare di rimanere svegli durante il volo, non cedere al senso di stanchezza e dormire solo quando tramonta il sole nel paese di destinazione.

Per chi vola verso est: è necessario, invece, consumare alimenti leggeri quali frutta, pasta, riso, yogurt, succhi di frutta. Bisogna cercare di dormire e, in ogni caso, quando si arriva a destinazione, bisogna abituarsi in fretta ai ritmi del paese di arrivo alimentandosi secondo gli orari locali.

 

Utilizzando queste semplici precauzioni sarà più facile anche superare gli eventuali disturbi dovuti proprio al jet lag, quel malessere legato al cambiamento di fuso orario che tutti conosciamo: nausea, senso di spossatezza, depressione del tono dell’umore. La causa del jet lag è dovuta al fatto che il ritmo sonno veglia viene alterato. Cercare di adeguare l’alimentazione a questo cambiamento è di grande utilità per la salute e può contribuire a superare più velocemente quel frustrante senso di stordimento.

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Mi raccomando non dimenticate di bere molta acqua per mantenere il giusto livello di idratazione!

 

Kuwait city: lusso sorprendente.

Grattacieli, centri commerciali ultra moderni, negozi con le migliori marche del mondo ma anche il deserto con la sua magia ed un’atmosfera da mille e una notte, in equilibrio tra tradizione e modernità.
Tutto questo e molto altro è Kuwait City, perla del Golfo Persico e nuova meta per i  viaggi di lusso in Medio Oriente.
La capitale di uno degli Emirati più ricchi del mondo racchiude un fascino straordinario, forse per la storia tormentata che ha vissuto ad inizio degli anni novanta con l’invasione da parte dell’Iraq di Saddam Hussein.
Un passato che è stato dimenticato e superato alla grande, con investimenti miliardari in infrastrutture e promozioni turistiche, del resto da queste parti i petroldollari possono davvero tutto.

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Da una parte il futuro quindi, con le Kuwait Towers, costruite nel 1975 e simbolo della città, la Liberation Tower, la ventunesima più alta del mondo, con un osservatorio e un ristorante di lusso, ma anche palazzi e grattacieli coloratissimi, la Grand Mosque, la più grande delle 800 moschee della città.

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Dall’altra parte il passato, la tradizione, il quartiere antico di Muburakiya, stradine polverose e bazaar con odori e sapori d’Oriente. Particolare e interessante è il Palazzo dell’Emiro del Kuwait, con ricchissimi mosaici e opere d’arte.
Una delle specialità di Kuwait City sono i suoi mercati, da quelli ricchissimi dei centri commerciali con tutte le griffe dell’alta moda a quelli più poveri e forse più originali degli artigiani.

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Il porto, ampliato di recente e vero gioiello di architettura, ospita una flotta di pescherecci che riforniscono la città. Un retaggio dell’antica tradizione marinara di Kuwait City, prima che si scoprisse l’oro nero da queste parti era il pesce a trascinare l’economia.
Per arrivare dall’Italia c’è un volo diretto da Roma Fiumicino con la compagnia di bandiera, difficile trovare offerte low cost.
La nuova “Mecca” del turismo in Medioriente è nel Kuwait, per un lusso sfrenato ad un passo dalla tradizione.
virgilio viaggi

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Non chiamatelo semplice hamburger

Ha preso vita con solo una manciata di ingredienti chiave, oggi dalle sue origini semplici l’hamburger da cibo fast food, ne ha fatti di passi in avanti.  Il tortino a base di carne macinata compresso tra due fette di pane si è evoluto in vera pietanza da gourmet.   Questi sono gli hamburger più costosi al mondo, opere culinarie di eccellenza gastronomica con di conseguenza, prezzi astronomici.

Il Primo: Fleur de Lys a Mandalay Bay, Las Vegas, Nevada, è la casa del FleurBurger 5.000  – l’hamburger da $ 5.000 ed anche più costoso del mondo come si fa presto ad immaginare!

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“Se sbanchi il casinò a Las Vegas, devi per forza passare da Fleur de Lys ad assaggiare il non plus ultra degli hamburger”, dice il cuoco del ristorante, Hubert Keller, “non puoi lasciare la Città del Peccato senza aver provato il Fleurburger al Mandalay”.

Ma prima di bocciare come semplicemente folle l’idea di Keller, analizziamo gli ingredienti utilizzati per il panino. La carne è di manzo di Kobe mentre al posto dei consueti pomodoro e lattuga, al Mandalay l’hamburger viene servito con del fegato di anatra e tartufi dalla Francia, che il cuoco dice costano 2.400 dollari al chilo. Se a tutto ciò aggiungete una bottiglia di Chateau Petrus, prestigioso vino che il ristorante vende a 5.300 dollari a bottiglia, alla fine il Fleurburger 5000 è un vero e proprio affare. Ovviamente se avete 5.000 dollari da spendere.

“Ho abbassato il prezzo del vino, così l’hamburger è, in pratica, gratuito”, spiega Keller che aggiunge, “in assoluto, quando si parla di hamburger, il Fleurburger è il massimo”.

State tranquilli che una volta che avrete mangiato il panino vi rilasceranno un certificato che attesta il consumo del panino più costoso al mondo. I 5000 dollari sono  giustificati per la bottiglia di Chateau Petrus del 1990 e il calice di Brunello serviti con il panino. In realtà il solo panino costerebbe  solamente 75 dollari!

Il secondo è quello fatto di carne di Kobe e di aragosta del Maine e per poterlo assaggiare dovremmo spendere 777 dollari.

secondoPuò essere trovato in un ristorante chiamato Le Burguer Brasserie, a Las Vegas.
Gli ingrediente includono le già dette carni di Kobe e di aragosta del Maine, cipolle caramellate, formaggio Brie, croccante di prosciutto iberico e acce

to balsamico invecchiato 100 anni. Inoltre, è servito accompagnato da una bottiglia di champagne Dom Perignon Rose.

Terzo: Il ’666 Burger ‘ da $ 666 da New York City.

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Lo troverete su un furgoncino newyorchese che oltre a vendere normali e modesti panini a 6.66 dollari, propone anche una versione più sbruffona – chiamiamola, così – del classico hamburger.
Per soli 666 dollari si può infatti comprare il Douche Burger (l’hamburger imbecille, libera ed urbana traduzione ): manzo Kobe avvolto nell’oro, foie gras, gruviera fuso allo champagne, tartufi, caviale e aragosta. A condire il tutto c’è una particolare salsa barbecue, fatta con il Kopi Luwak, che altro non è che, citando Wikipedia pari pari, “un tipo di caffè prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo zibetto delle palme comune”.

Spiega il  proprietario del 666 Burger Franz Aliquo, questa creazione è da intendersi come “una versione satirica di quegli hamburger che la gente fa e tenta di vendere seriamente. È un hamburger Frankenstein. Abbiamo preso le parti più scioccanti degli altri hamburger famosi e ne abbiamo fatto uno peggiore”. L’ispirazione viene  da Le Burger Extravagant, 295 dollari di prelibata bontà servito da Serendipity 3, NY. E a Las Vegas Hubert Keller dal FleurBurger 5000.

Per ora le vendite del Douche Burger sono in una fase di stallo: solo un panino venduto, a tale Lance Brody, le cui foto stanno girando su internet e stanno al contempo, come confessa lo stesso Franz Aliquo, fungendo da ottimo specchietto per le allodole. La gente va al 666 Burger per vedere il Douche e poi, già che c’è, si mangia il parente povero da 6.66 dollari. E se uno, invece, ordinasse davvero il 666? Niente paura, Franz si metterà ai fornelli e “I’ll tell you that you’re an asshole, but I’m still going to take your money”.

Quarto: Alla modica cifra di $ 499, il Burger assolutamente unico servito al Bar Sport Mallie e Grill a Southgate, Michigan, che non è solo uno tra i più costosi, ma anche il più grande con  i suoi 186,6 chilogrammi. Sul sito ufficiale del Bar Sport Mallié & Grill si può addirittura ordinare questa enorme scultura commestibile ad un costo di 2000 dollari spese incluse…il trasporto costa il triplo del panino!

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Quinto: Un vero tripudio di golosità dove al manzo giapponese Wagyu, più noto forse come manzo di Kobe, si unisce il tartufo bianco e nero, l’oro commestibile e il caviale, nel Burger Extravagant Serendipity venduto a 295 dollari da Serendipity 3 a New York City. Ma non preoccupatevi  lo  stuzzicadenti in oro massiccio tempestato di diamanti è incluso nel prezzo del pranzo!

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Sesto: Il colosso del fast food, Burger King a Londra ha deciso di saltare in testa con la produzione di un hamburger di carne di manzo Wagyu. Il suo nome semplice, the burger è in realtà un panino dai gusti sorprendenti. Lo accompagnano tartufi bianchi, cipolla in tempura realizzata con champagne Cristal, prosciutto spagnolo Pata Negra e zafferano iraniano. Il panino ha un prezzo di 95£ (186 dollari) i proventi del piatto andranno ad un ente locale di beneficenza “aiuta un bambino a Londra”.

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Settimo:Il Richard Nouveau è consumabile per $ 175 presso il Wall Street Burger Shoppe. I 300 grammi di manzo Kobe sono conditi con tartufo nero, foie gras, formaggio groviera stagionato, funghi porcini e scaglie di foglia d’oro racchiusi da un pan brioche.

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Ottavo:Il DB Royale Double Truffle Burger è venduto a New York al B Bistro Moderne e alla  Daniel Boulud Brasserie a Las Vegas e costa $ 120. Viene servito su un letto di parmigiano italiano tostato e con panino cosparso di semi di papavero, un tocco di rafano fresco, pomodori secchi, pomodoro fresco, cipolla rossa e lattuga riccia. E, naturalmente si accompagna con un contorno di patatine fritte o se si preferisce pommes soufflé. Ma l’ingrediente speciale è la doppia varietà di tartufo come ben sottolieato dal nome.

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Nono: A Jakarta, in Indonesia, il locale Four Seasons Hotel offre l’hamburger da un milione di rupie ($ 108) condito con pere asiatiche, foie gras e funghi Portobello.

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Decimo: IL McGuire il Grand Burger è un filet mignon e servito con Moet e Chandon White Star champagne.

 

Ne aggiungiamo un ultimo il Tri-Beef Burger. Il panino è stato realizzato nel 2006 nella Old Homestead Steakhouse a Boca Raton, in Florida. Al suo interno troviamo ben tre tipi diversi di manzo, americano di prima scelta, argentino e Wagyu giapponese. Il panino viene servito con ketchup Chiplote a base di tartufo e champagne. Il ristorante, per ogni hamburger che viene consumato, versa 10 dollari alla Make a Wish Foundation in aiuto ai bambini affetti da patologie gravi. Il costo è di 125 dollari.

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Concludiamo queste “ricchezze” alimentari con la Beluga King Pizza: la pizza al caviale del Notting Hill’s Mulberry Street a Londra se proprio non riuscite mai a trovare un gusto che si avvicini al vostro stile esclusivo!

Curiosità Flash: Cavalcare le onde nella Repubblica Dominicana

Forse non tutti sanno che nel Nord della Repubblica Dominicana si trova un vero e proprio paradiso per gli amanti del surf, kitesurf e windsurf ovvero il vivace villaggio di Cabarete nella provincia di Puerto Plata.

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Il piccolo paesino della Repubblica Dominicana si trova ad un quarto d’ora dalla cittá di Sosúa. Si tratta di un piccolo centro turistico; l’ambiente é giovane e la vita notturna animata e divertente.

A Cabarete non conta solo il vento. Il suo  fascino sono anche la salsa, il merenghe, il “Bacardi-Feeling”, e una grande offerta di sport ed escursioni. In periodi con vento meno forte (autunno/inverno) è ideale anche per il kite, surf da onda, mountainbike e tanti altri sport.

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Per i più esperti:

Il paese di Cabarete è situato sulla costa nord della Repubblica Dominicana, con aliseo sideshore da destra e nella parte orientale della baia, che è lunga 2 km, soffia leggermente onshore. Il caldo vento aliseo, rafforzato da una termica locale, arriva a mezzogiorno con una media di 4 – 6 Bft. Cosí la mattina ci sono condizioni perfette per i principianti e i più bravi possono dormire fino all’arrivo del vento forte. Davanti ad un reef c’è una zona di ca. 800 metri di acqua piatta, perfetta per i principianti e gli amanti delle manovre. Sopra il reef, al largo, gli esperti wave trovano belle onde per saltare e surfare che, essendo il fondo abbastanza profondo, non sono pericolose. Nella zona sottovento, quando c’è uno swell alto, si può creare un shorebreak.

Gradi di abilità: 1 – 6

Monumenti e città “Made in China”

La Cina nel turismo si dimostra sempre più creativa.

Fino a ieri, per immaginare l’antico impero, i cinesi erano costretti al pellegrinaggio a Pechino. Itinerario classico e obbligato: Città Proibita e piazza Tiananmen, Grande Muraglia a Badaling, Palazzo d’ Estate, Tempio del Cielo, torri del Tamburo e della Campana, prima di raggiungere Xian per impallidire davanti all’ esercito di terracotta.

Per volontà del Governo da oggi invece, si gira pagina: copie di tutti i tesori nazionali vengono seminate in decine di anonimi villaggi rurali dell’interno, sparse nelle città delle regioni industriali o concentrate nelle periferie delle nuove megalopoli.
In questo modo in nome dell’uguaglianza, ogni cinese ha modo di ammirare le bellezze del proprio paese senza grandi spostamenti.

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Nella Cina trasformata in un’ immensa Disneyland di se stessa, le copie delle colossali opere dell’epoca imperiale risorgono a grandezza naturale, indistinguibili dagli originali.

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Il simbolo è Huaxi, regione del Jiangsu, considerato oggi il paese più ricco della nazione. Ambiva a diventare la mecca turistica della nuova classe media.
In tre anni, al posto del vecchio mercato contadino, ha clonato la Città Proibita e la Grande Muraglia, ma pure un Arco di Trionfo, l’Opera House di Sydney e un toro di Wall Street in oro massiccio. Una copia esatta del London’s Tower Bridge si trova a Suzhou, città della provincia orientale di Jiangsu.

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Se anche per noi può apparire tutto ciò privo di senso ed artefatto, per i cinesi invece tale progetto risulta essere un’ottima opportunità, ma soprattutto un fantastico affare: tutto nuovo di zecca, pochi yuan, qualche ora di treno, e si risparmiano i sacrifici per una vacanza vera nel passato. Un successo.

Tale che il Governo, entusiasta nel veder sorgere Templi della Terra in serie dentro anonimi distretti industriali, ha dato il via libera all’internalizzazione del capolavori del facsimile a portata di weekend: Venezie con Canal Grande e gondole a un’ oretta da Shanghai, Torre di Londra e Piccadilly Circus a breve distanza da Chengdu, una porta di Brandeburgo e una Torre Eiffel all’ ingresso di Hangzhou, o una fiammante piramide di Cheope oltre quota tremila, nello Yunnan.

Una gigante scenografia turistica ed ambientazione perfetta per scatti da viaggio di nozze!

Per chi ama scoprire novità architettoniche in giro per il mondo segnaliamo i villaggi-fotocopia sorti nelle vicinanze di Shanghai, che riproducono fedelmente ambienti tipici europei.

A 19 miglia da Shanghai, ad esempio, sorge una cittadina che sembra veramente “british”, con tanto di edifici stile tudor o georgiani, cabine telefoniche rosse, strade con i ciottoli e chiesa gotica (che tra l’altro è molto gettonata come location fotografica per il giorno delle nozze).

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Si chiama Thames Town, città fotocopia, inaugurata nel 2006 come replica di un piccolo paese inglese di cui sono stati copiati edifici, pub e negozi nel tentativo di ricreare uno stile di vita britannico. C’é addirittura una statua del celebre maghetto Harry Potter al centro di una rotonda; per non parlare del fiume artificiale a replica del Tamigi.

James Ho, uno degli immobiliaristi che hanno sviluppato la zona, ha dichiarato di aver voluto che tutto fosse un’esatta copia di quello che aveva visto in Gran Bretagna.

Thames Town è una nuova città satellite costruita a sud-est del centro di Shanghai nell’ambito del programma governativo “One City-Nine Town’s Plan”, pensato in seguito al vertiginoso aumento della popolazione di Shanghai.

Tale progetto prevede appunto la costruzione di nove città satellite intorno a Shanghai e sei di queste nuove città sono “a tema europeo”: Inghilterra, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Svezia e Italia.

La città di Huizhou, a sud, per esempio è un perfetto villaggio alpino con annesso lago artificiale: una copia della cittadina austriaca di Hallstatt.

SILKEN PUERTA AMERICA – MADRID

Senza oltrepassare i confini europei non mancate di visitare l’Hotel Silken Puerta America di Madrid, un albergo a 5 stelle situato nel quartiere di Salamanca dotato di ogni inaspettato confort.

Riconoscibile da una facciata in tecnicolor, è costituito da dodici piani progettati da grandi nomi dell’architettura e del design. Tra i nomi celebri ci sono: Victorio & Lucchino, Ron Arad, Richard Gluckman, Arata Isozaki, Javier Mariscal, Fernando Salas e Zaha Hadid. Vi sentirete come risucchiati all’interno di un’astronave aliena.

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Potrete provare un’esperienza extraterrestre da 112 euro la camera per notte.

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UN CALOROSO AUGURIO DI BUONE FESTE

BUONE FESTE

Hotel subacquei…segue

MALDIVE

Dormire tra i pesci.
Per i viaggiatori che vogliono unire il divertimento al lusso, ecco progettato apposta per loro l’ Hotel Conrad Maldives Rangali Island, sull’isola di Rangali (atollo di Ari) un’attrazione, più che un hotel, che permette ai suoi ospiti di soggiornare 5 metri sotto il livello del mare, per poter ammirare le bellezze marine e per potersi sentire pienamente immersi nell’oceano Indiano.

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Ristorante con vista razze.
All’Itaha (perla, in maldiviano) Undersea Restaurant, Maldive si può cenare a cinque metri sotto il livello del mare, in una sala completamente trasparente con una visuale a 180° sul reef. Da una scalinata che parte dalla spiaggia, si accede a un locale immerso nelle azzurre acque dell’arcipelago. La copertura è interamente formata da lastre di vetro trasparenti che permettono un’ampia visione del mare e dei suoi abitanti multicolori. Il ristorante è aperto solo per i clienti del resort. All’interno di questo acquario naturale possono cenare 12 persone contemporaneamente, con prezzi attorno ai 250 dollari, previa prenotazione di almeno due settimane.

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Spa vista mare.
Una vera e propria spa con vista sui fondali delle Maldive, che funziona anche da ‘sala delle cerimonie’ per matrimoni sotto il livello del mare. Si chiama Huvafen Fushi Resort. All’interno tutto è pensato per amplificare l’esperienza visiva e sensoriale: colori, trasparenze, perfino un pavimento in ciottoli che riproduce la sensazione del fondale marino sotto i piedi.

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FLORIDA

Ventimila leghe sotto i mari
Si ispira al celebre romanzo di Giulio Verne il Jules Undersea lodge, immerso nella laguna a Key Largo, in Florida. Si dorme come in un sottomarino con la possibilità di osservare dagli oblò il fondo della laguna, ma l’esperienza è un po’ estrema e riservata a chi è amante delle immersioni sottomarine: chi non è in possesso di un brevetto, prima di guadagnare l’accesso alle sue stanze deve sottoporsi a un corso intensivo. All’hotel, che si trova sei metri sotto il livello del mare, si arriva solo…nuotando!

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SVEZIA

Hotel sotto il lago
Il The Utter Inn è un progetto artistico, l’hotel da un’unica stanza creato da Mikael Genberg nel lago Malaren in Svezia. L’ingresso è costruito come una tipica casa svedese in legno a un chilometro dalla costa e si raggiunge in gommone. Privacy assoluta per questa sistemazione, in cui gli ospiti sono lasciati completamente a loro stessi e hanno a disposizione solo una canoa gonfiabile per esplorare le isole vicine (disabitate). A richiesta il proprietario può servire la cena a domicilio, altrimenti… potete pescarvi voi stessi il vostro pasto.

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FIJI
A letto con Poseidone
Un appartamento e 24 suite che si raggiungono in ascensore immergendosi nell’oceano a partire da un’isola privata. Relax assoluto e, per chi non cerca solo questo, anche la possibilità di seguire dei programmi di studio sui pesci e i fondali marini.

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 Fonte web

 

Parigi il Museo del Vino: cultura, tradizioni, sapori.

Spostandosi a pochi metri dalla Tour Eiffel, per tutti gli amanti del vino e non, consigliamo una tappa per visitare il suggestivo museo a tema vinicolo con annesso un ristorante dove poter gustare un prelibato menu accompagnato, come si può immaginare, con dell’ottimo vino francese!

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Gli amanti del “nettare degli dei” avranno modo di conoscere la storia del vino di Francia in un contesto molto particolare. Il Museo del Vino, infatti, è collocato all’interno di antiche cave di calcare dove un tempo sgorgavano delle sorgenti d’acqua ricca di ferro che originariamente venivano frequentate dalla nobiltà parigina, artisti e letterati.

Successivamente nel XVI –  XVIII, secolo furono utilizzate come cantine per conservare il vino dai Fratelli dell’Ordine dei Minimes del Convento di Passy, risalente al 1493 e fondato da Francois Martorille, un eremita originario della Calabria che venne autorizzato da Re Luigi XI a stabilire il suo ordine in Francia.
Il convento si trovava lungo l’attuale Rue Beethoven ed era circondato da giardini con frutteti e vigne. Proprio da questi vigneti, la cui esistenza è evocata oggi i nomi delle strade circostanti, come ‘Rue Vineuse’, Rue des Vignes, i monaci producevano un vino rosso leggero che Re Luigi XIII amava bere al suo ritorno dalla caccia .

Durante la Rivoluzione Francese il convento fu distrutto e venne ricostruito solo nel 1950.
Da quel momento le cave vennero utilizzate come cantine del ristorante della Tour Eiffel e, solo anni più tardi, venne aperto l’attuale Museo del Vino.

Lo spazio ospita le sue collezioni in un ambientazione surreale dove personaggi in cera mostrano attività legate alla produzione del vino.

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Concedetevi la visita del museo senza però perdere l’occasione di abbinarla ad una “gustosa” sosta al ristorante attiguo, ubicato nella parte più affascinante del posto e cioè tra le antiche volte del del XV secolo.

All’interno del museo vengono organizzate abitualmente degustazioni di vini e formaggi, prodotti francesi riconosciuti nel mondo per l’eccellente qualità.

Un’altra simpatica particolarità è che il Museo del Vino si trova nella Strada Dell’Acqua come testimonia il cartello stradale.

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Rue des Eaux – 5, square Charles Dickens / 75016 Paris (400 metri dalla Tour Eiffel)

Fermata Metropolitana/ RER : Metro Passy (linea 6) – RER C : Champs de mars
Bus: n°72
Parcheggio più vicino : Garage Le Moderne – 19 rue de Passy 75016

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