Emozioni e avventura sui treni africani

In viaggio lungo le più belle e animate ferrovie dell´Africa. Alla scoperta di sorprendenti itinerari su rotaia, tra villaggi di capanne, montagne scoscese, parchi naturali e deserti di sabbia. Un modo originale ed economico per avvicinarsi alla cultura locale. Un´esperienza destinata a trasformare qualunque turista in un autentico esploratore.

MALI E SENEGAL: UNA FERROVIA EPICA
E’ un treno leggendario che porta con sé l’intrigo e la magia del continente nero. Lo chiamano African Express e collega Dakar, capitale del Senegal, con Bamako, la capitale del confinante Mali: in una trentina di ore e 150 fermate percorre le smisurate pianure dell’Africa occidentale, ostentando la stessa, inesausta fatica. Sedili in pelle logorata, comfort essenziali, vagoni semplici e accaldati, polvere e odori fortissimi. Niente a che vedere coi mitici treni di lusso europei o gli stoici Orient Express asiatici, e nemmeno con la fiera efficienza dei “coast to coast” americani. La Dakar-Bamako, via Tambacounda, è una ferrovia epica: voluta da Parigi ai tempi della colonia, fu costruita per far giungere al porto di Dakar le ricchezze provenienti dal cuore dell’Africa Occidentale Francese: minerali, arachidi, manufatti di ogni genere. Oggi il treno trasporta soprattutto passeggeri, sfoggiando una discreta efficienza, scomparti con cuccette, vetture per le auto a seguito e persino un vagone ristorante. La puntualità non è il suo forte, ma non si può pretendere. Ogni fermata è una giostra variopinta e chiassosa di gente, mercanzie e animali: saliscendi confusi e convulsi, spintoni, gomitate, urla. Se non si ha la prenotazione, per trovar posto occorre essere scaltri, rapidi ed un poco cattivi: è la legge dell’African Express, inutile arrabbiarsi o protestare. Almeno sul treno non si è più “toubab” (termine spregiativo con cui vengono indicati gli europei), ma semplicemente viaggiatori. E forse è proprio questa complicità con gli africani che i turisti vanno a cercare. Il viaggio è stancante, faticoso, eccitante. La ferrovia taglia la savana ingiallita, attraversa i campi di arachidi, supera le foreste di baobab e lambisce le immense distese del deserto. Tra le dune e qualche affioramento roccioso, si alternano piccoli stagni e acquitrini, attorno a cui occhieggiano pittoreschi villaggi di capanne. Scorci da cogliere al volo, mentre il treno sfreccia tra la polvere.
In carrozza. L’African Express parte da Dakar il mercoledì e il sabato mattino ed arriva a Bamako il giovedì e la domenica pomeriggio. Il biglietto per la tratta completa costa dai 40 ai 70 €, rispettivamente per la seconda e prima classe; il compartimento con la cuccetta costa circa 50 €. Prenotando con una settimana di anticipo, si può anche imbarcare l´autovettura (c´è chi, per risparmiare, è riuscito a viaggiare con il treno, stando seduto comodamente nella propria macchina). Da evitare la stagione delle piogge, da giugno a fine ottobre, quando i frequenti smottamenti del terreno provocano grossi disagi al traffico ferroviario. Informazioni alle Regie des Chemins de Fer du Senegal a Dakar, tel. 00221/217224.
TUNISIA: LA LUCERTOLA ROSSA
Nel profondo sud tunisino, alle porte del deserto di sabbia, corre un treno che pare uscito dalla pellicola di un film d´altri tempi: si chiama “Lezard Rouge” (Lucertola Rossa) e collega ogni giorno le località di Metlaoui e Redeyef, nella regione di Gafsa. I binari si insinuano per 43 chilometri tra gole impervie, aspre fratture rocciose e piccole oasi abbarbicate sui fianchi delle montagne. E´ uno scenario inatteso, una zona isolata e suggestiva che si perde nell´immenso Chott el Djerid, la più grande salina del Sahara. La ferrovia fu costruita nel 1906 per trasportare i fosfati dai giacimenti alle industrie, ma si aprì presto ai convogli passeggeri. Il Lezard Rouge, in particolare, veniva usato dal sovrano di Tunisi per recarsi nella residenza estiva di Hammam Lif. Oggi il treno, perfettamente restaurato, dispone di sei carrozze sontuosamente arredate, rivestite di legno rosa, tappeti e velluti rossi. E´ l´unico mezzo di trasporto che permette di ammirare l´impenetrabile zona delle gole del Selja. Un piccolo ma dignitoso Express del Sahara, da consigliare a chi ama il silenzio e gli spazi senza fine del deserto.
Non solo deserto. Il Lezard Rouge è l´itinerario più insolito e spettacolare, ma la rete ferroviaria tunisina offre altri importanti collegamenti: ricordiamo in particolare il Tunisi-Sfax-Gabés (6 ore di viaggio), il Tozeur-Tunisi-Biserta, il Tunisi-Kaala Kasbah. E´ sempre bene distinguere i treni “omnibus”, che fermano ad ogni stazione, e i diretti, molto più veloci, per i quali si può prenotare i posti a sedere. Da segnalare il cosiddetto Transmaghreb Express (molto confortevole, con vagoni letto e ristorante) che collega in 20 ore Tunisi ad Algeri, passando per le città di Souk Ahras, Annata e Costantine: un viaggio policromatico tra il verde delle palme, il giallo delle spiagge, l´azzurro intenso del Mediterraneo.
MAURITANIA: ELOGIO DELLA LENTEZZA
Più che un viaggio è un´avventura dell´anima, un´esperienza sospesa nel tempo capace di trasformare qualunque turistica in un autentico esploratore. Seicentocinquanta chilometri di percorso mozzafiato, nel cuore del deserto del Sahara, tra le miniere di ferro di Zouerate e il caotico porto di Nouadhibou, sulle acque dell´oceano. Arrivati a destinazione non si è più gli stessi. Il convoglio è destinato al trasporto merci, ma in coda ai 300 vagoni c´è una vecchia carrozza passeggeri, stipata come una scatola di sardine. Un “lusso” destinato a pochi: la gente del posto preferisce arrampicasi sui vagoni e viaggiare sui blocchi di ematite, con bagagli e animali al seguito. Dicono che sia il treno più lungo del mondo (fino a 3 chilometri di estensione), sicuramente è il più lento: benché sia trainato da due, a volte tre locomotori, raggiunge appena i 35 km/h e impiega 18 ore per arrivare a destinazione. Non si potrebbe chiedere di più: il “treno del ferro”, come viene chiamato dalla gente, trasporta un peso enorme e corre su rotaie periodicamente coperte dalla sabbia del deserto (il che rischia ovviamente di provocare deragliamenti). La carrozza passeggeri è collocata in coda al convoglio e finisce per essere inghiottita da nuvole di sabbia e polvere: per proteggersi bisogna munirsi di foulard e occhiali scuri. L´emozione più grande, comunque, la si vive viaggiando sui vagoni merci (in questo caso il viaggio è gratuito). Da qualche tempo è stata inaugurata una versione turistica e lussuosa del treno del deserto (viaggia da novembre ad aprire), ma è assai cara e con il convoglio originale ha in comune solo i binari: meglio lasciare perdere.
Istruzioni per partire. Il “treno del ferro” che collega le miniere di Zouerate al porto di Nouadhibou, è proprietà della Snim, la società mineraria statale mauritana: in partenza da Nouadhibou ci sono 3 convogli al giorno. Solo il primo dispone di una carrozza viaggiatori con alcune cuccette, spesso inserita in coda al convoglio. Il prezzo a/r è di 7 euro. Altrimenti si può viaggiare gratis trovando posto sui vagoni merci. Per informazioni contattare la Snim (sede di Zouerate, tel. 00222/740312, sede di Nouadhibou, tel. 00222/745090). Alle stazioni alcuni taxi aspettano l´arrivo del treno per condurre i passeggeri nel centro città.
ETIOPIA-GIBUTI: ATTENZIONE AI BANDITI
Un’altra ferrovia ardita e leggendaria collega Gibuti ad Addis Abeba, la capitale dell´Etiopia. Costruita su un vecchio percorso di carovane, fu inaugurata nel 1917. Il peso dell´età si fa sentire: oggi i vagoni sobbalzano su rotaie sconnesse e si arrampicano con fatica per ottocento chilometri dalle rive del Mar Rosso ai tavolati di roccia dell´altopiano etiopico (duemila metri di altitudine). Il lusso un po´ kitsch delle carrozze di prima classe degli anni Trenta (con bagni privati, ventilatori, frigoriferi privati e pesanti tende merlate) ha lasciato il posto a vagoni spartani e sovraffollati, il più delle volte consumati dalla ruggine e intrisi di polvere. L´avvio del convoglio è laborioso e incerto: l´usura del tempo e le varie guerre hanno condotto questo storico treno a uno stadio di rovina che riempie di amarezza tutti i ferrovieri africani che si erano formati alla scuola della Cgt, il sindacato francese. Ma la magia della ferrovia è immutata, specie se si viaggia sui tetti dei vagoni, tra la folla aggrappata che chiacchiera, canta, cucina, sonnecchia… Incurante dell´aria e del sole cocente. Un piccolo popolo di viaggiatori clandestini e di venditori ambulanti offre la propria mercanzia sulle carrozze. Ad ogni città, il serpentone di vagoni e ferraglie si ferma per scaricare sacchi di riso, casse di birra, baguette, caffè. E quando il treno si arresta nelle stazioni torride e bianche, altri commercianti si avvicinano ai vagoni per offrire bevande, manioca, banane, noci di cola. Tutti gridano: per proporre, contrattare, litigare… Uno spettacolo ! Lungo il tragitto il paesaggio cambia di continuo: aride distese di erba ingiallita si alternano a fitti boschi di acacie, piccoli villaggi di tucul (le tipiche capanne di questa regione), malinconici ruderi coloniali e fertili piantagioni di caffè. Nei pressi del confine, la polizia effettua dei controlli per rintracciare ladri e viaggiatori clandestini, ma la minaccia vera che incombe sul treno è rappresentata dagli “shifta”, i banditi, che talvolta interrompono la ferrovia e attaccano il convoglio. Rispetto al passato, la sicurezza è migliorata (ora ci sono grate alle finestre e almeno due guardie armate sempre a bordo), ma non si sa mai…
Informazioni utili. Il “treno del negus” impiega due giorni per collegare Addis Abeba a Gibuti. Non c´è ristorante a bordo, ma ci si può rifocillare durante le soste nelle 34 stazioni dislocate lungo la ferrovia. Orari e giorni di partenza cambiano periodicamente: per saperne di più occorre recarsi all´ufficio informazioni delle ferrovie, presso la stazione di Addis Abeba, aperto tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 16.
KENYA: TRA ANIMALI SELVAGGI E VILLAGGI MASAI
La poesia di Karen Blixen, i colori e la magia dell´Africa Nera, ma soprattutto i contrasti e le contraddizioni di un Paese in bilico tra povertà e sviluppo, tra modernità e tradizioni antiche. Un caleidoscopio di immagini e di emozioni corrono lungo i binari che attraversano questa splendida e martoriata terra d´Africa. Un itinerario che può aprire il cuore e la mente. Le Kenya Railways (Ferrovie del Kenya) hanno preso il posto della vecchia East African Reailwys Corporation, di cui si vedono ancora i cartelli. La rete ferroviaria copre circa 2 mila chilometri e si snoda principalmente tra la costa e l´Uganda. Il tratto più suggestivo e più affollato è il Nairobi-Mombasa, con due treni al giorno (uno al mattino ed uno nel tardo pomeriggio: entrambi sempre affollati) che tagliano la savana e l´immenso Parco Nazionale dello Tsavo, brulicante di animali selvaggi. Occorrono 13-15 ore per l´espresso notturno, una giornata e mezza per il locale del mattino. La traversata diurna è un viaggio memorabile e permette di scoprire pittoreschi villaggi di capanne, colorati sobborghi urbani, animati mercati e straordinari gioielli naturalistici. I viaggiatori più attenti però non mancheranno di catturare con lo sguardo anche l´altra faccia del Paese, quella che i depliant turistici si dimenticano di mostrare, fatta di periferie degradate, innumerevoli baracche di lamiere, strade sporche e prive di fognature. Chi lo desidera può effettuare brevi soste alle stazioni di Voi e Tsavo River; volendo, raggiunta la capitale, può anche proseguire lungo i binari che corrono verso ovest e conducono alla frontiera ugandese.


Espresso o locale ? La linea principale è quella dell´Uganda Railway, costruita dagli inglesi alla fine del XIX secolo per rompere l´isolamento dell´Uganda: collega Mombasa con Voi, Nairobi, Eldoret e la frontiera ugandase. L´espresso notturno (dotato di vagone-letto e ristorante) parte da Nairobi alle 19 e arriva a Mombasa alle 8 del mattino successivo, il locale del mattino impiega un giorno e mezzo per collegare le due città. A scelta, vagoni dalla prima alla terza classe.
ERITREA: IL TRENO DELL´IMPERO
Montagne, gole e spiagge. Un viaggio da Far West su un trenino degli anni Trenta, lungo i binari della vecchia ferrovia italiana che collegava la capitale Asmara al porto di Massaua, sul Mar Rosso. Un tuffo nel passato sui binari dell´Impero coloniale, posati un secolo fa da centinaia di alpini e di bersaglieri. Le autorità eritree, all´indomani dell´indipendenza (aprile 1993), si sono lanciate nell´impresa di rimettere in funzione quella ferrovia in rovina – inaugurata nel 1911 – e hanno richiamato in servizio i vecchi operai (ferrovieri, fucinatori e maniscalchi): all´appello hanno risposto in cinquanta. Assieme a gruppi di giovani arruolati dal Governo, hanno ripristinato vecchie gallerie e ponti diroccati. E hanno ricostruito, pezzo per pezzo, i 117 chilometri di binari che collegano il Mar Rosso con i 2.400 metri dell´altopiano di Asmara (nelle falegnamerie della capitale sono state realizzate le traversine di legno: quelle originali furono divelte per realizzare le trincee durante la guerra di Liberazione). Infine i macchinisti hanno rispolverato le mitiche Littorine, le locomotive Ansaldo e Breda (risalgono agli anni ?-38): erano considerate dei pezzi da museo, ma gli eritrei hanno dimostrato che sono ancora perfettamente funzionanti. Il treno è rimasto fermo per oltre venticinque anni, dal ?, dopo l´ultimo viaggio di Mengistu, quando era appena diventato dittatore in Etiopia. Nel Duemila ha ripreso a funzionare: un gruppo di pensionati delle Ferrovie eritree (età media 70 anni) è stato riassunto in servizio. Ma poi la nuova guerra contro l´Etiopia e le difficoltà finanziarie del Governo hanno fatto mettere da parte il progetto di riattivare la gloriosa ferrovia. “Ci vorrà ancora del tempo”, dicono ad Asmara. Non resta che aspettare.
Il libro. In attesa di prendere posto in carrozza, si può cominciare a sognare sfogliando lo splendido volume illustrato “In treno nel mondo” (Idealibri 1997, 35 euro): racconta itinerari ferroviari di tutto il pianeta e contiene quattro percorsi africani completi di mappe e fotografie.
NAMIBIA: IL DESERT EXPRESS
E´ il più efficiente dei treni africani. Il più bello, il più moderno, il più veloce. Ma anche il più costoso e il più scontato (sulle sue carrozze mancano i colori e l´allegra confusione degli africani in viaggio). In compenso dai finestrini si vedono a perdita d´occhio paesaggi selvaggi e panorami mozzafiato. Ventiquattro vagoni di lusso per attraversare in due giorni la magiche dune del deserto della Namibia. Il Desert Express è un treno turistico che collega la capitale Windhoek, nel cuore del Paese, con la cittadina di Swakopmund sulla costa atlantica. Gli scompartimenti hanno cabine singole, doppie e triple e dispongono di bagno e salottino privato. C´è pure una carrozza “economy” climatizzata con sedili reclinabili. Non manca poi un vagone ristorante che offre pietanze fumanti della cosiddetta cucina internazionale (cara e senz´anima). Da non perdere il vagone panoramico con il tetto trasparente. Il treno si avventura tra foreste di acacie, zone montagnose e alte dune di sabbia, per concludere la sua corsa tra le spiagge dell´Oceano Atlantico. Lungo il tragitto sono previste delle fermate e i passeggeri possono scendere per brevi escursioni. La prima tappa è Ombo, con sosta all´Okapuka Ranch, dove si possono effettuare safari fotografici tra antilopi, giraffe e zebre. Un´altra bella escursione si effettua ai piedi del monte Spitzkoppe, il Cervino dell´Africa australe (possibile visita guidata alle pitture rupestri dei boscimani, tra rocce erose dal vento e archi naturali).
Posti prenotati… in Italia. Alcuni tour operator italiani propongono il viaggio sul Desert Express: prezzi da 100 euro (economy class) a 200 euro a persona (suite di prima classe), escluso ovviamente il prezzo del volo aereo. Informazioni possono essere richieste alla direzione della Railway Station Building, Bahof Street, Windhoek. http://www.transnamib.com.na/dx

“Il fumo della savana”
La Dakar-Bamako, via Tambacounda, è una ferrovia epica: voluta da Parigi ai tempi della colonia, fu costruita dagli africani a forza di corvées obbligatorie. L´avvincente romanzo storico “Il fumo della Savana” del senegalese Sembène Ousmane (editrice Lavoro, pp. 317, 15 euro) è dedicato proprio agli operai che lavorarono senza sosta per depositare le traversine dei binari (può essere utile leggerlo per farsi un’idea della travagliata e affascinante storia della ferrovia). Quel percorso su rotaia costò lacrime e sangue e servì, almeno in principio, per far giungere al porto di Dakar le ricchezze provenienti dal cuore dell’Africa Occidentale Francese: minerali, arachidi, manufatti di ogni genere. Oggi il trasporto delle merci, a dispetto dei desideri dei governi, preferisce per rapidità e costi, strade e camion. In compenso l´African Express viene usato da migliaia di persone che vivono di commercio tra il Mali e il Senegal.

dal Marocco al Camerun – Altri indimenticabili itinerari su rotaia
Marocco. La linea ferroviaria taglia il Paese da Nord a Sud, collegando Tangeri a Casablanca (5 ore e mezza di tragitto), e quest´ultima a Marrakech (3 ore circa). Su questa linea, durante la stagione estiva, sono in servizio convogli espressi con vagoni confortevoli dotati di aria condizionata. Attenzione: non esiste prenotazione, perciò bisogna presentarsi con largo anticipo in stazione. Presso l´Ente turistico del Marocco (sede a Milano, tel. 02/58303633 ) è disponibile un orario aggiornato che contiene tutte le informazioni utili circa la frequenza dei collegamenti e la durata dei viaggi.
Costa d´Avorio e Burkina Faso. Il treno Express copre i 1200 km di distanza tra Abidjan e Ouagadougou. Parte tre volte la settimana e impiega circa 27 ore per arrivare a destinazione: sono previste fermate intermedie alle località di Bouakè e Bobo Dioulasso. I vagoni passeggeri hanno bagni quasi sempre funzionanti, ma spesso sono sovraffollati. Per informazioni contattare la Sitarail, tel. 00225/210246.
Benin. Convogli lenti (media di 50 km/h) e antiquati, ma pittoreschi, percorrono la ferrovia che collega in dieci ore la capitale Cotonou alla città di Parakou, nel cuore del Paese. Partenze tre volte le settimana con vagoni di prima e seconda classe ed eventuali cuccette. Fermate a Bohicon, Dassa e Savè.
Camerun. La ferrovia collega la capitale Yaoundé alla città di N´Gaoundéré, nel nord del Paese. Il treno parte ogni sera, verso le ore 20 (dalla stazione ferroviaria situata in place Eug-Essono) e dunque copre il tragitto d´andata principalmente nelle ore notturne. Per godere del panorama è meglio il viaggio di ritorno verso Yaoundé. Gli orari sono elastici (calcolate dalle 14 alle 20 ore), ma il convoglio dispone di cuccette abbastanza confortevoli (prenotate in anticipo). Una raccomandazione: sorvegliate attentamente i vostri bagagli perché sul treno e sulle banchine delle stazioni, durante le fermate, sono attivi molti ladri.

dall´Egitto al Madagascar – dove le locomotive fischiano ancora

Egitto. Nel Nord del Paese le linee ferroviarie collegano il tratto fra Alessandria e Marsa Matruh lungo la costa; ricoprono inoltre l´intero triangolo del delta del Nilo, fra Alessandria, Il Cairo e Suez. Il Sud è invece collegato dalla linea Il Cairo-Assuan, sempre molto affollata e pittoresca. I convogli sono comodi ed economici; sui vagoni di prima e seconda classe c´è l´aria condizionata e il servizio di colazione compreso nel prezzo del biglietto. Tutte le informazioni su tragitti e orari possono essere richieste alla stazione centrale al Cairo, in midan Ramses.
Nigeria. Vengono chiamati “treni fantasma” perché il più delle volte non viaggiano e quando lo fanno non rispettano mai gli orari previsti. Inoltre sui convogli è alta la possibilità di essere derubati. In ogni caso, sulla carta, sono attive tre linee ferroviarie: una collega Lagos con Ibadan, Kaduna e Kano; un´altra collega Port Harcourt con Maiduguri passando attraverso Enugu, Jos e Bauchi; la terza collega Kaduna e Kafanchan. Per saperne di più contattate ciò che resta della Nigerian Railway Corporation: l´ufficio di Lagos risponde (qualche volta) allo 00234/2834302 .
Madagascar. Panorami stupefacenti sui treni che collegano la capitale Antanarivo ad Ambatondrazaka (partenze tre volte la settimana, 7 ore di viaggio) e Antsirabe (due partenze settimanali, 5 ore di viaggio), e la città di Fianarantsoa a Manakara (tre volte la settimana, 8 ore). Certo bisogna adattarsi agli spazi angusti e sovraffollati dei vagoni, ai ritardi e ad altri piccoli inconvenienti, ma i treni malgasci offrono paesaggi ed emozioni irripetibili. I convogli partono in genere verso le 6 del mattino dalla stazione di Antanarivo.

Dalla Tanzania allo Zambia: i paesaggio più belli dell’Africa australe.
Con l´eccezione di Arusha, tutte le città principali sono collegate dalla linea ferroviaria (costruita dai tedeschi tra il 1905 e il 1914, e in seguito estesa dagli inglesi), ribattezzata all´indomani dell´Indipendenza Great Uhuru Reailways (uhuru significa libertà). Il treno copre la distanza tra Dar es Salaam e Kapiri Mposhi, in Zambia, e attraversa alcune delle zone più isolate e selvagge dell´Africa, compresa una parte della Selous Game Reserve. Lungo il tragitto si contano 147 stazioni, 23 gallerie e più di 300 ponti: un´opera grandiosa (realizzata negli anni Sessanta con l´aiuto della repubblica Popolare Cinese). Gli orari sono poco affidabili. E´ consigliabile portarsi rifornimenti adeguati per il viaggio (il servizio ristorazione, quando c´è, si limita a porzioni limitate di riso e pollo). I convogli sono soggetti a guasti frequenti, per cui occorre armarsi di molta pazienza: in compenso le soste permettono di vedere gli animali dei parchi, spesso fermi sulle rotaie.
Mozambico. Avventure e disavventure sono garantite sul pittoresco convoglio che collega la capitale Maputo allo Zimbabwe, lungo il corso del fiume Limpopo. Deragliamenti e guasti ai locomotori avvengono abbastanza di frequente e il viaggio si svolge in uno dei luoghi più selvaggi e magici dell´Africa. Altri itinerari di interesse paesaggistico e socioculturale si snodano tra Xai Xai (200 km a nord di Maputo) e Maniacaze, e tra la città portuale di Beira e Cuamba, nell´interno del Paese. In genere si viaggia con treni merci, aggrappati sui tetti dei convogli che trasportano ferro e altri minerali. Occorre fare particolare attenzione ai bagagli.
Zambia. Dalla capitale si diramano tre grandi tronconi ferroviari: il primo corre a nord-est verso la Tanzania, il secondo a nord-ovest (passando per Chilonga) verso il Congo. La terza arteria ferroviaria si dirige a sud fino a Livingstone, al confine tra Namibia e Zimbabwe. Su quest´ultima linea corre lo Zambesi Express, un treno di lusso che tre volte la settimana trasporta i turisti a visitare le celebri Cascate Vittoria, sul fiume Zambesi. Gli altri convogli procedono molto lentamente ed effettuano moltissime fermate anche non programmate (si usa raccogliere i passeggeri lungo i binari): provare per credere. E’ consigliato acquistare il biglietto almeno il giorno prima, altrimenti si rischia di rimanere in piedi per ore.

Zimbabwe.
Antiche carrozze in legno, con sedili in pelle e tendine bianche alle finestre, trasportano comitive di turisti facoltosi alle Cascate Vittoria, sul fiume Zambesi. Il treno è romantico, pulito, puntuale. Dispone di un vagone ristorante ed eleganti cabine dove si può dormire in tutta tranquillità. Si parte ogni sera alle sette dalla città di Bulawayo. E’ indispensabile prenotare in anticipo. E informarsi sull’agibilità della tratta ferroviaria: di recente ci sono stati scioperi e manifestazioni che hanno bloccato il traffico dei convogli.

In Sudafrica: eleganza e locomotive a vapore
Una segnalazione a parte meritano le ferrovie sudafricane, costruite dagli inglesi e dai boeri tra la fine dell’1800 e l’inizio del 1900. Estese e ramificate, efficienti e confortevoli, quasi sempre puntuali, sono una delle poche cose buone lasciate in eredità dal regime coloniale (anche se – è bene ricordarlo – i binari furono posati da africani costretti con la forza a lavorare in condizioni disumane). I treni locali che fanno la spola tra le principali città sono stipati da pendolari, famiglie e commercianti: i viaggiatori stranieri che desiderano toccare con mano l’anima profonda del Sudafrica dovrebbero prendere posto su questi convogli. In genere però i turisti preferiscono treni dotati di ogni genere di comfort, destinati quasi esclusivamente ad una clientela danarosa. E’ il caso del Blue Train, in servizio tra Pretoria, Johannesburg e Città del Capo: considerato tra i più rinomati Luxury Express del mondo, offre scompartimenti per due persone (alcuni dei quali dotati di bagno privato), una scintillante carrozza-ristorante e un salotto con poltrone e un bar assai fornito. Ovviamente i prezzi sono proporzionali al lusso ostentato, ma non manca chi si può permettere questo sogno: le prenotazioni si aprono con un anno di anticipo e vanno a ruba ! Decisamente più abbordabili sono l’Orange Express, che collega Città del Capo a Durban (via Kimberley), il Trans-Natal Express (corre tutti i giorni tra Durban e Johannesburg) e il Trans-Karoo Express (il rapido che taglia il cuore del Sudafrica, collegando Città del Capo a Johannesburg). Tutti i giorni, da Cape Town alla città di Oudtshoorn, viaggia un antico treno a vapore della Union Limited con carrozze in legno e sedili in pelle, portato a nuova vita alla Transent Heritage Foundation. Da Durban, infine, partono regolarmente treni che arrivano a Maputo, in Mozambico: notevoli i paesaggi e la simpatia dei compagni di viaggio.
Marco Trovato
Reporter Indipendente

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